35 anni da Chernobyl: webinar esclusivo per soci AIN-ENS

La European Nuclear Society e la Ukrainian Nuclear Society annunciano il webinar: 35 years after the Chernobyl accident: from past to future che avrà luogo il 27 aprile 2021 dalle ore 12 alle ore 14 (italiane) tramite la piattaforma Zoom. Programma: CURRENT STATUS OF RADIOACTIVELY CONTAMINATED TERRITORIES OF THE CHORNOBYL EXCLUSION ZONE AND EXISTING ENVIRONMENTAL RISKS Sergiy Paskevich Deputy Director for Research at the Institute For Safety Problems of Nuclear Power Plants National Academy of Sciences of Ukraine DECOMMISSIONING OF THE CHERNOBYL NPP AND PROSPECTS FOR SITE DEVELOPMENT Stelmakh Dmytro Head of the Strategic Planning Department of the Chornobyl NPP PROJECT TO TRANSFORM THE SHELTER OBJECT INTO AN ENVIRONMENTALLY SAFE SYSTEM Maxim Saveliev Senior researcher at Institute for Safety Problems of Nuclear Power PlantsNational Academy of Sciences of Ukraine CURRENT STATUS OF RADIATION AND NUCLEAR SAFETY OF THE SHELTER OBJECT Roman Godun Head of the Nuclear Safety Department at Institute for Safety Problems of Nuclear Power PlantsNational Academy of Science of Ukraine   Il webinar sarà in lingua inglese. La partecipazione è gratuita e riservata ai membri AIN o ENS. Per registrarti clicca qui.

Il Governo estone valuta il ricorso al nucleare

Il Governo estone ha mosso il primo passo formale che potrebbe preludere allo sviluppo di un programma nucleare nel Paese baltico. E’ stato infatti costituito il Nuclear Energy Working Group (NEPIO), con l’intento di valutare i benefici dell’introduzione del nucleare nel mix energetico. Ad oggi, l’Estonia ha il poco invidiabile primato del mix elettrico a più alta intensità di carbonio non solo dell’Unione Europea, ma di tutti i Paesi membri della International Energy Agency (IEA), con un contributo del carbone pari a circa il 75% del fabbisogno. La decisione del Governo fa seguito agli sforzi messi in atto da Fermi Energia, organizzazione che dal 2019 ha acceso il dibattito sulla transizione energetica in Estonia proponendo la soluzione nucleare con il supporto di studi sull’impiego dei piccoli reatori modulari (SMR) e su tecnologie innovative per lo stoccaggio dei rifiuti radioattivi in profondità.

Nucleare nel mondo: la Finlandia

Inauguriamo una serie di articoli che ci porteranno a esplorare la produzione di energia dall’atomo all’estero, dai Paesi di lunga tradizione nucleare a quelli che stanno appena affacciandosi a questa tecnologia di produzione di energia. La Finlandia conta 4 reattori nucleari in operatività, che coprono circa il 30% del fabbisogno elettrico del Paese. Essi sono situati in due siti, Olkiluoto e Loviisa, rispettivamente circa 250 km a nord ovest e 80 km a est della capitale Helsinki. Le due unità della centrale di Loviisa, connesse alla rete rispettivamente nel 1977 e 1980, sono due reattori ad acqua pressurizzata (PWR) VVER V-213 di tecnologia russa, di 507 MWe di potenza ciascuno. La centrale di Olkiluoto si compone invece di due unità ad acqua bollente (BWR), entrate in servizio nel 1978 e nel 1980 rispettivamente, del tipo BWR-2500, di capacità pari a 809 Mie ciascuno. Altri due reattori sono in fase di costruzione, Olkiluoto 3 (un EPR da 1722 MWe) presso l’omonimo sito e Hanhikivi 1 (un VVER-1200 da 1400 MWe), sul golfo di Botnia (la licenza di costruzione dovrebbe arrivare entro l’anno, e l’unità dovrebbe essere operativa nel 2028). Il progetto di una quarta unità EPR ad Olkiluoto è stato invece abbandonato. Nel complesso, i reattori aggiuntivi dovrebbero portare la quota di produzione elettrica nucleare finlandese al 60% del fabbisogno e consentire l’abbandono dell’uso del carbone, che oggi copre ancora circa il 10% dei consumi. L’energia nucleare è fondamentale per la Finlandia, sia allo scopo di raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione prefissati per il 2035, sia al fine di ridurre la dipendenza dalle importazioni (sia di combustibili che di elettricità) dai Paesi limitrofi, in particolare dalla Russia, dai quali la Finlandia dipende per quasi il 50%. La Finlandia ha un consumo di elettricità pro-capite ari a 15000 kWh annui, tra i più alti d’Europa. Inoltre, molti centri urbani sono serviti dal teleriscaldamento, prodotto attualmente dalle centrali a carbone, il cui abbandono è previsto nel 2029. Il nuovo reattori di Hanhikivi dovrebbe dunque produrre oltre ad elettricità anche calore per il teleriscaldamento, mentre sempre per la co-generazione di elettricità e calore la Finlandia guarda con interesse al prossimo sviluppo commerciale di piccoli reattori modulari (SMR). Per quanto riguarda il ciclo del combustibile, al momento la Finlandia importa tutto l’uranio di cui l’industria nucleare necessita, sebbene in passato siano stati localizzati siti estrattivi uraniferi sul territorio nazionale. La Finlandia inoltre è il Paese in cui la costruzione di un deposito geologico dei rifiuti radioattivi è allo stadio più avanzato. Gli scavi presso il sito di Onkalo, nei pressi ella centrale di Olkiluoto sono iniziati nel 2004 ed il deposito dovrebbe essere operativo intorno al 2023. Nei suoi tunnel che si snoderanno fino a 437 metri di profondità, ospiterà il combustibile esausto prodotto dalle centrali finlandesi (le centrali esistenti e l’unità 3 di Olkiluoto dovrebbero produrre circa 6500 tonnellate di combustibile esausto in 60 anni di operatività). I processi autorizzativi che portano alla designazione dei siti e al rilascio della licenza dei siti nucleari sono da sempre molto trasparenti ed inclusivi in Finlandia. Forse anche per questo motivo la popolazione è tendenzialmente favorevole all’uso dell’energia nucleare, malgrado i ritardi e l’aumento dei costi subiti dal progetto EPR di Olkiluoto 3. Nel più recente sondaggio (2010) l’energia nucleare era vista positivamente dal 48% della popolazione, mentre solo il 17% si dichiarava contrario. Il nucleare è ancor più popolare tra i giovani (solo 10% contrari sotto i 24 anni) che negli ultimi anni sono divenuti sempre più attenti al problema climatico. L’energia dell’atomo ha accresciuto la propria popolarità persino nel partito dei Verdi finlandesi, che recentemente ha aperto la propria posizione anche alla costruzione di nuovi reattori con l’intento di favorire la decarbonizzazione. In particolare gli impianti nucleari sono molto ben accetti dalle comunità che li ospitano, prova ne sia che i cittadini che risiedono nei pressi di Olkiluoto hanno accettato di buon grado anche di ospitare il deposito geologico di Onkalo. Per approfondire: https://cnpp.iaea.org/countryprofiles/Finland/Finland.htm https://www.world-nuclear.org/information-library/country-profiles/countries-a-f/finland.aspx https://www.electricitymap.org/zone/FI

Comunicato Stampa: per il JRC il nucleare è sostenibile. Sette Paesi Europei chiedono politiche inclusive per l’energia nucleare

  Il Joint Research Council (JRC), organismo scientifico consultivo della Commissione Europea, ha concluso che “non vi è evidenza scientifica alcuna che il nucleare possa recare maggior danno rispetto alle altre fonti gia’ definite sostenibili” Anzi, sotto molti aspetti (consumo del suolo e di materie prime, quantità di emissioni climalteranti ed inquinanti, tossicità acquatica ed effetti complessivi sulla salute umana), la produzione di energia nucleare è tra le migliori. Attenzione particolare è riservata, nel rapporto, allo stoccaggio dei rifiuti nucleari osservandon che vi è ampio consenso scientifico sul fatto che le soluzioni adottate siano adeguate  e sicure. Ora la Commissione potra’ pronunciarsi definitivamente sull’inclusione della fonte nucleare nella finanza sostenibile del green deal europeo. Si ricordi che il nucleare pesa nel portafoglio europeo di energia low carbon tra il 40 e il 50%. Nel frattempo i Capi di Governo di sette Paesi europei (Francia, Polonia, Romania, Repubblica Ceca, Ungheria, Slovacchia e Slovenia) hanno chiesto, al Presidente della Commissione Europea, il sostegno alla fonte energetica nucleare, insieme a quella per le rinnovabili, come unica strada per raggiungere gli obiettivi della decarbonizzazione. Riteniamo che questa richiesta, basata su evidenze scientifiche ed economiche, dovrebbe essere appoggiata anche dall’Italia. La transizione energetica deve avvalersi, in Europa, di tutte le tecnologie utili e disponibili, nel migliore interesse delle future generazioni e salvaguardando il patrimonio industriale e di conoscenza di chi opera nel settore della tecnologia nucleare dove c’e’, anche in Italia ( imprese, universita’, centri di ricerca) alto valore economico, attivita’ in essere ( decommissioning e trattamento dei rifiuti, medicina nucleare, fusione nucleare, ricerca sui reattori del futuro, attivita’ delle aziende italiane all’estero) un elevato potenziale di sviluppo ed innovazione.  Scarica il Comunicato Stampa in formato PDF

Webinars UNIPI 2021

Per la serie Past-students and Expert Webinars in Nuclear Engineering promossi dal Corso di laurea in Ingegneria Nucleare dell’Università di Pisa, segnaliamo i seguenti appuntamenti della prima metà di aprile: Venerdì 9 aprile ore 14: Topic 1. Novel very high-resolution thermal-hydraulic measurements for nuclear power plants applications. Topic 2. High fidelity multi-physics simultation for prediction of CRUD deposits on nuclear fuel, Annalisa Manera, University of Michigan, USA & ETH Zurich, CH. Venerdì 9 aprile ore 16: IEA World Energy Outlook. Prospects and challenges for nuclear power, Brent Wanner, International Energy Agency. Per maggiori informazioni visitare la pagina ufficiale.