La (ciclica) corsa all’uranio

Vi proponiamo questo articolo scritto da Giovanni Brussato per Rivista Energia, che evidenzia come le particolarità del ciclo estrattivo e di mercato dell’uranio possano rendere il nucleare fortemente competitivo rispetto a settori delle nuove tecnologie rinnovabili e di stoccaggio che stanno risentendo negativamente dei prezzi delle materie prime e potrebbero anche, in un paio di decenni, dover affrontare un’offerta non commisurata alla domanda globale. Gli Stati Uniti di Biden lo inseriscono nel Clean Energy Standard; l’Unione Europea di Von der Leyen nello European Green Deal; il Giappone riapre dopo Fukushima; la Cina vi investe pesantemente già da tempo. Tutto lascia prefigurare una rinascita del nucleare sulla spinta, anche, della transizione energetica. Ma che ne è della materia prima? L’uranio è nello stesso trend di crescita di litio, nickel, cobalto e rame. Alla pari delle altre materie prime necessarie alla transizione energetica, è quindi opportuno interrogarsi sullo stato delle riserve attuale e prospettico e l’andamento di mercato avendone ben presente le peculiarità. Continua a leggere…

Brevi nucleari dal mondo

Cina – E’ ufficialmente iniziata la costruzione del primo ACP100, lo Small Modular Reactor dimostrativo cinese. Il sito prescelto è quello che ospita la centrale nucleare di Changjiang nella provincia di Hainan. Secondo le aspettative della China National Nuclear Corporation (CNNC) il progetto sarà il primo reattore modulare terrestre ad essere realizzato. Il reattore Linglong One, ad acqua pressurizzata, avrà una potenza di 125 MWe e sarà adatto a produrre in modo combinato elettricità e calore per vari usi industriali e di desalinizzazione dell’acqua. Bangladesh – La cupola dell’edificio di contenimento interno del reattore 1 della centrale di Rooppur è in fase di installazione. L’annuncio è stato dato dalla compagnia russa Rosatom, che sulla riva est del Gange, a 160 km dalla capitale Dacca sta realizzando due unità VVER-1200 che avranno una licenza iniziale di 60 anni di operatività, estensibile di ulteriori 20 anni. Bolivia – Si è svolta nella città di El Alto, alla presenza del Presidente della Bolivia Catacora e del Primo Vice Direttore Generale per lo Sviluppo Aziendale e gli Affari Internazionali di Rosatom, Komarov, la posa della prima pietra del reattore di ricerca boliviano. Il reattore sarà parte di un centro di ricerca e sviluppo delle tecnologie nucleari. Unione Europea – 18 organizzazioni sindacali europee hanno reiterato l’appello alla Commissione Europea caldeggiando l’inclusione dell’energia nucleare nella Tassonomia della finanza sostenibile. L’appello, lanciato per la prima volta lo scorso 13 gennaio, invoca l’apertura di un confronto al fine di permettere all’energia nucleare di dispiegare tutto il proprio potenziale per contribuire al raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione prefissi al 2050 in modo efficiente e socialmente equo. Slovenia – Il Ministero delle infrastrutture ha emesso il primo permesso per la costruzione del progetto JEK2, ovvero il nuovo reattore che sorgerà presso il sito nucleare di Krško. Il ministro delle infrastrutture Vrtovec, commentando la Strategia Energetica del Paese al 2050, ha ribadito che il nucleare è l’asse portante del processo di decarbonizzazione della Slovenia. La decisione definitiva sulla costruzione del nuovo impianto dovrebbe essere presa entro il 2027. La nuova unità, di 1100 MWe di potenza, dovrebbe sostituire il reattore attuale (696 MWe) a partire dal 2043.

Nestet2021: call for papers

Si ha tempo fino al 20 agosto per presentare un abstract alla conferenza NESTet 2021, che avrà luogo a Bruxelles dal 15 al 17 novembre 2021 (con possibilità di presentare da remoto). Gli argomenti principali includono: Current best practices in education and training. Future needs from end users in terms of workforce. Capacity building including skills and competences. Success stories in attracting, developing, and retaining talent. New! Attracting and retaining – changes expected post COVID Innovative pedagogical approaches, technologies, and methodologies. Developing leaders in culture for safety and project managers. Networking and creating international relations. altri argomenti correlati. Per maggiori informazioni visitare la pagina ufficiale.

IAEA: aperte le domande per le borse Marie Curie

E’ ora possibile fino al 30 settembre 2021 presentare domanda per le borse di studio erogate dal Marie Sklodowska-Curie Fellowship Programme (MSCFP) della IAEA. Il programma, volto ad aumentare la presenza femminile nelle discipline nucleari, eroga borse di studio per la frequenza di corsi di livello Master in discipline legate al nucleare, presso università accreditate, con inoltre la possibilità di svolgere un internato presso la IAEA (fino a 12 mesi). Per maggiori informazioni visitare la pagina ufficiale.  

Quasi 100 europarlamentari firmano per il nucleare sostenibile

87 membri dell’Europarlamento hanno sottoscritto una lettera indirizzata a Frans Timmermans, Vice-presidente esecutivo per il Green Deal Europeo, Valdis Dombrovskis, Vice-presidente esecutivo per l’Economia a misura d’uomo e ai commissari competenti in materia invocando un pronto inserimento dell’energia nucleare nella Tassonomia europea. Tra i firmatari, di varie nazionalità e partiti politici, figura anche l’italiano Pietro Fiocchi (ECR). Nella lettera si sottolinea come la sfida della decarbonizzazione non possa prescindere dall’uso di tutte le tecnologie adatte a ridurre le emissioni, e dunque i Paesi che hanno intrapreso o vogliono intraprendere la strada del nucleare non dovrebbero essere ostacolati, ma sostenuti in questo proposito. Si nota come il Joint Research Center (JRC), massimo organismo di consulenza scientifica della Commissione Europea, abbia concluso che la fissione nucleare aderisce al principio del “do not significant harm” al pari o meglio di altre tecnologie sostenibili, e come questo giudizio sia stato largamente confermato dalla revisione del rapporto affidata ad altri due organismi indipendenti (Article 31 e SCHEER). Questi pareri si aggiungono a quello dell’IPCC delle Nazioni Unite, che da tempo vede nell’energia nucleare uno strumento imprescindibile per la mitigazione del cambiamento climatico. I firmatari auspicano dunque che la Commissione Europea ignori le sirene anti-nucleari (Germania e Austria in testa) e assuma le proprie decisioni su base scientifica, evitando di penalizzare la fonte nucleare, che già oggi costituisce il 40% circa dell’energia a basse emissioni prodotta nell’Unione. Leggi la lettera integrale