Dalla visione alla tecnologia: il contributo di newcleo al nucleare di quarta generazione

Bio:  Valeria Parrinello è un’ingegnera nucleare con oltre 11 anni di esperienza internazionale nel settore della tecnologia nucleare, specializzata nella termo-idraulica di reattori tradizionali e veloci. Laureata con lode in Ingegneria Energetica e Nucleare presso l’Università di Palermo, attualmente guida l’unità di Termo-idraulica d’Impianto presso newcleo s.r.l. a Torino, dove coordina le attività di supporto alla progettazione e le analisi di sicurezza di un reattore veloce raffreddato a piombo (LFR) di Generazione IV. Il suo percorso professionale comprende simulazioni termo-idrauliche di sistema, progettazione di sistemi di sicurezza passivi, supporto alla licenza di impianti nucleari e partecipazione a benchmark internazionali coordinati dall’OECD/NEA. Abstract: Il nucleare di quarta generazione rappresenta una delle frontiere più promettenti per lo sviluppo di un sistema energetico sostenibile, sicuro ed efficiente.  L’intervento offre una panoramica sulle caratteristiche e sulle potenzialità di queste tecnologie, con un approfondimento sull’approccio di newcleo, azienda innovativa nel settore nucleare impegnata nello sviluppo di reattori modulari avanzati e combustibile nucleare. La sua tecnologia combina reattori veloci raffreddati al piombo con combustibile prodotto a partire da materiali nucleari riciclati, con l’obiettivo di fornire agli utilizzatori industriali grandi quantità di energia elettrica e calore in modo affidabile, contribuendo al contempo alla chiusura del ciclo del combustibile nucleare.  Un’occasione per approfondire le innovazioni tecnologiche, le sfide e le prospettive che guidano l’evoluzione dell’energia nucleare.

Nucleare, Italia e Francia rafforzano la cooperazione: conclusa la visita della delegazione italiana agli impianti EDF e Orano

Parigi, 22 ottobre 2026 – Si è conclusa oggi la visita tecnica della delegazione italiana alle infrastrutture nucleari francesi, organizzata dall’Associazione Italiana Nucleare (AIN) e dal gruppo EDF dal 20 al 22 ottobre 2026. L’iniziativa si inserisce nel quadro delle cooperazioni tra Italia e Francia sul nucleare nell’industria, nella ricerca e nell’accademia, avviate con il Memorandum of Cooperation firmato nel novembre 2023 da EDF, GIFEN, Ansaldo Nucleare e AIN e proseguite con altri accordi: il Memorandum of Understanding tra GIFEN e AIN del settembre 2026, l’intesa tra Edison, EDF, Nuward e la filiera italiana per gli SMR, l’accordo di ricerca tra ENEA, CEA, Politecnico di Torino e INFN e quello sulla formazione tra Framatome, Politecnico di Milano ed Edison. La visita ha avuto anche lo scopo di mostrare ad alcuni decisori politici italiani la lunga esperienza operativa, alcune tecnologie nucleari avanzate, incluso il piccolo reattore modulare NUWARD SMR, e le capacità del sistema nucleare francese, in una prospettiva di cooperazione europea. La visita arriva in un passaggio storico per il Paese: la legge 29 settembre 2026, n. 169, approvata in via definitiva dal Senato il 23 settembre, è in vigore dal 15 ottobre. A quasi quarant’anni dal referendum del 1987, l’Italia dispone di nuovo di un quadro normativo per tornare all’energia nucleare, e il Governo punta a completare i decreti attuativi entro la fine dell’anno.

Summit nucleare Italia–Francia 2026 – Conclusioni della giornata

A cura di Stefano Monti – Presidente di AIN Il punto di partenza è chiaro. Abbiamo il sostegno delle istituzioni, il supporto delle associazioni industriali e una volontà comune, italiana e francese, di collaborare. La cooperazione c’è già. Ora va rafforzata. Primo: il viaggio del nuovo nucleare parte oggi, non domani. Il programma nucleare italiano prenderà forma con i decreti attuativi. Ma le nostre imprese non devono aspettare. I progetti francesi che EDF e Framatome ci hanno presentato stamattina sono un’occasione concreta di business. E sono la migliore palestra per arrivare pronti al programma italiano. Secondo: la supply chain va allargata. Servono più aziende, e da più settori: la meccanica, l’elettromeccanica, e non solo. A chi non fa ancora parte di questa filiera dico: capite subito il processo di qualificazione e certificazione, e investite per qualificarvi in fretta. Non siete soli. Nuclitalia, Ansaldo Nucleare e gli enti certificatori sono già al lavoro, e in queste quattro giornate ne avete e ne avrete testimonianza. Terzo: senza persone non c’è filiera. Le competenze esistono, ma i numeri non bastano. E non parliamo solo di ingegneri nucleari: parliamo di saldatori, di esperti di controlli non distruttivi, di tecnici specializzati. Anche qui la collaborazione italo-francese può fare la differenza. Quarto: impariamo dagli ultimi progetti europei. La lezione è netta: serve un ecosistema integrato, coerente ed efficace, che coinvolga tutti gli attori. Compresa l’autorità di sicurezza, nel pieno rispetto della sua autonomia. Quinto: regole del gioco comuni. Standardizzazione e armonizzazione a tutti i livelli: safety standard, codes & standards, utility requirements. E una cultura della sicurezza che attraversi ogni livello, senza eccezioni. Non partiamo da zero. Le testimonianze di stamattina ci hanno mostrato una filiera italiana lunga, che copre l’intero ciclo di vita di un impianto nucleare. E lo fa su progetti concreti, in Italia e in Francia. Si parte dall’ingegneria. SRS, quasi cinquant’anni di esperienza e oggi parte di newcleo, gruppo fondato da italiani e con sede a Parigi, progetta e realizza gli impianti sperimentali per i reattori di nuova generazione raffreddati a piombo. Lo fa con ENEA, al Brasimone. Si passa alla componentistica pesante. ATB Riva Calzoni ha fornito componenti dell’isola nucleare, dal recipiente in pressione del reattore al pressurizzatore. Con Orano ha sviluppato una nuova generazione di contenitori per il trasporto e lo stoccaggio del combustibile. Poi le tubazioni e le valvole, il sistema circolatorio della centrale. Tectubi Raccordi è stata la prima azienda italiana a produrre raccordi per centrali nucleari. Oggi fornisce piping al parco francese di EDF e Framatome ed è fornitore chiave del cantiere EPR di Hinkley Point C e Sizewell C. Valvitalia porta nel nucleare l’affidabilità delle sue valvole per applicazioni critiche E infine il fine vita. SOGIN smantella le centrali italiane di Trino, Caorso, Latina e Garigliano. E lavora da anni con la Francia sul ciclo del combustibile: Dalla progettazione allo smantellamento, ogni anello della catena esiste già. Sono imprese apprezzate nel mondo, e in particolare in Francia. Sono la prova che il saper fare italiano c’è, ed è già integrato con il sistema francese. E lasciatemi sottolineare il lavoro che Nuclitalia – ENEL, Ansaldo e Leonardo – porta avanti dal 2025: la selezione tecnologica, la valutazione della supply chain associata e le raccomandazioni sulle infrastrutture di base, che saranno al centro dei decreti attuativi. Chiudo così. Le basi sono solide, ma il lavoro davanti a noi è tanto. Tra Italia e Francia sono già stati firmati molti accordi. Oggi pomeriggio, negli incontri B2B, vi chiedo di fare il passo successivo: trasformare quegli accordi in fatti. Qualifiche. Ordini. Cantieri. E, last but not least, posti di lavoro qualificati. Buon lavoro a tutti, e grazie.

Discorso di apertura al Summit Nucleare Civile Italia–Francia 2026 a Milano.

12 ottobre 2026 Saluti e apertura Autorità italiane e francesi, Signore e Signori, cari Soci, chers amis français, è con profondo onore che, a nome dell’Associazione Italiana Nucleare, vi do il benvenuto a questo Summit nucleare italo-francese. Ringrazio le Istituzioni dei nostri due Paesi, le imprese, le università, gli enti di ricerca, i colleghi di Italian Trade Agency, ANIMA Confindustria e Business France coi quali abbiamo lavorato intensamente in questi mesi per l’organizzazione di questo evento. Ci incontriamo in un momento storico. Lo scorso 23 settembre il Senato ha approvato in via definitiva la legge sul nucleare: dopo quasi quarant’anni dal referendum del 1987, l’Italia torna a guardare concretamente all’energia nucleare. Non è un caso che uno dei primi grandi appuntamenti dopo questa svolta sia un incontro con la Francia. La Francia ha fatto del nucleare il cuore del proprio sistema elettrico. L’Italia è il secondo sistema manifatturiero d’Europa e custodisce competenze nucleari che non si sono mai spente. Le ragioni che ci uniscono sono evidenti: le tensioni geopolitiche, dalla guerra in Ucraina agli stretti di Hormuz e Bab al-Mandab, la crescita dei consumi legata all’elettrificazione e all’intelligenza artificiale, la competitività delle nostre industrie. Tutto questo chiede energia decarbonizzata, sicura e a prezzi stabili. Tra i nostri Paesi, la collaborazione nucleare non è un progetto per il futuro: è già una realtà. Partirò da questa, per poi illustrare il ruolo di AIN su tre fronti: la filiera, la supply chain e il programma nucleare nazionale. Una collaborazione già in atto Nell’industria. Nel 2023 EDF, GIFEN, Ansaldo Nucleare e AIN hanno firmato un Memorandum of Cooperation sulla supply chain italo-francese. Ne sono nati due incontri B2B tra le maggiori aziende dei due Paesi: a Milano nel 2025 e, il 16 e 17 settembre scorsi, quello organizzato da GIFEN e AIN, in cui le due associazioni hanno firmato un nuovo Memorandum of Understanding. Di grande rilievo è poi l’accordo tra Edison, EDF, Nuward e la filiera industriale italiana, incluso il gruppo Ansaldo con Ansaldo Energia e Ansaldo Nucleare, per lo sviluppo congiunto e la realizzazione di reattori di terza generazione basati sulla tecnologia SMR Nuward. Nella ricerca. Il simbolo della nostra cooperazione scientifica è ITER, a Cadarache, dove l’industria italiana ha ottenuto commesse per oltre 1,8 miliardi di euro e lavorano decine di nostri manager e ricercatori. Sulla fissione, l’accordo tra ENEA, il CEA e le università e gli enti di ricerca, come il Politecnico di Torino e l’INFN, unisce ricerca nucleare, fissione avanzata, formazione accademica e scambio scientifico. Nella formazione. Framatome, il Politecnico di Milano ed Edison hanno sottoscritto un accordo dedicato alla formazione. Da qui vorrei proporre di andare oltre: curricula condivisi, qualifiche reciprocamente riconosciute, apprendistati transfrontalieri per i mestieri nucleari. Competiamo per gli stessi talenti: formarli insieme conviene a entrambi. Primo: la filiera nucleare italiana Oggi in Italia circa cento imprese operano con successo sui mercati nucleari internazionali, e spesso hanno lavorato proprio accanto ai partner francesi. Il nostro obiettivo è passare da 100 a 400-500 imprese. Il modello francese, con un’industria organizzata attorno a GIFEN ed estesa a Business France, ci mostra come una filiera si fa sistema. Per questo AIN ha siglato con ANIMA Confindustria un accordo per accompagnare le tante imprese della meccanica italiana oggi attive in particolare sull’oil & gas, verso il nucleare, ampliando ancora di più la supply chain che può essere di concreto supporto allo sviluppo del settore in Europa e nel mondo. Ma la filiera è fatta soprattutto di persone: al 2050 serviranno in Italia circa 117.000 professionisti qualificati, e ogni euro investito nel nucleare ne genera 2,4 di indotto. AIN lavora su questo con la Joint Research Partnership con il Politecnico di Milano e con la nostra Young Generation. Secondo: la supply chain Sulla supply chain, AIN ha due obiettivi: aprire alle nostre imprese i progetti internazionali e favorire l’integrazione di sistema in Italia. Su entrambi, siamo impegnati a collaborare col sistema francese. In Europa sono censiti circa cinquanta nuovi progetti nucleari, molti in Francia, e le imprese italiane si stanno già posizionando. Ma senza un mercato interno rischiano di essere penalizzate anche all’estero. In Italia, AIN ritiene non conveniente affidarsi a forniture chiavi in mano. Servono partenariati che coinvolgano strutturalmente l’industria italiana nella progettazione, nella costruzione e nell’esercizio degli impianti, come indica l’accordo su Nuward. Proponiamo inoltre un hub tecnologico nazionale per la qualifica e la certificazione della catena di fornitura e per la realizzazione di moduli per SMR, aperto al dialogo con le infrastrutture francesi. E non dobbiamo aspettare di avere una filiera completa per iniziare: partiremo dai fornitori già qualificati, italiani ed europei, facendo crescere il contenuto nazionale passo dopo passo. Terzo: il programma nucleare italiano Sul programma nazionale, AIN ha scelto di essere un punto di sintesi tecnico-scientifica al servizio delle Istituzioni: dalla Piattaforma Nazionale per il Nucleare Sostenibile alle audizioni parlamentari, fino al Comitato Tecnico di Nuclitalia. Il nostro Documento Programmatico indica alcune priorità, e in ciascuna la Francia ha un ruolo. Primo, un’Autorità di Sicurezza Nucleare indipendente, operativa entro la metà del 2027, che chieda subito lo status di osservatore presso i regolatori partner, a cominciare da quello francese, per riutilizzare le valutazioni già svolte. Secondo, una visione europea. Gli SMR diventano competitivi solo in flotta, con 10 e più unità: nessun Paese ci arriva da solo. Il co-sviluppo di SMR come ad esempio Nuward è un percorso da consolidare e allargare ad altri partner, costruendo una pipeline di ordini comune. Terzo, il finanziamento: Italia e Francia possono sostenere insieme, in Europa, l’inclusione del nucleare in InvestEU e un meccanismo condiviso per la prima flotta di SMR. Infine, nucleare e rinnovabili non sono alternativi ma complementari. Uno scenario equilibrato al 2050 prevede per l’Italia una quota nucleare tra il 10% e il 20% di nucleare della domanda elettrica complessiva. Con i decreti attuativi entro fine anno e l’avvio del programma industriale nel 2027, una produzione nucleare italiana entro dieci anni è un obiettivo raggiungibile. Conclusione Signore e Signori, cari amici francesi, nessuno di questi…