Webinars UNIPI 2021

Il corso di laurea in Ingegneria Nucleare dell’Università di Pisa promuove per il 2021 una serie di webinars con esperti stranieri e alumni. Il secondo che vi segnaliamo si terrà venerdì 5 febbraio, alle ore 16, dal titolo Analysis of Severe Accidents: from the early days to the near future, relatore il prof. Luis E. Herranz, già capo del Nuclear Safety reasearch Group presso CIEMAT, Spagna. Maggiori informazioni e registrazione presso la pagina ufficiale.

La centrale nucleare di Mochovce, in Slovacchia (foto Slovenske Elektrarne via World Nuclear News)

ENEL finanzia l’ampliamento del nucleare in Slovacchia

Enel Produzione ha recentemente siglato un accordo con Energetický a Průmyslový Holding, compagnia ceca, al fine di concedere un’ulteriore linea di credito per il completamento delle unità 3 e 4 della centrale di Mochovce, nella Repubblica Slovacca. In particolare, Enel Produzione contribuirà al capitale di una nuova società, Slovak Power Holding BV (HoldCo), per un ammontare pari alla sua quota di partecipazione in Slovenské Elektrárne, ovvero 750 milioni di euro. Il nuovo finanziamento, soggetto ad aggiustamento sulla base di alcuni criteri finanziari e di avanzamento lavori, si è reso necessario per far fronte agli aumentati costi di completamento delle unità 3 e 4, il cui costo totale è lievitato a 6,2 miliardi di euro, rispetto ai 2.8 preventivati ad inizio lavori. I lavori presso la centrale di Mochovce erano ripresi nel 2008 con l’obiettivo di portare le due nuove unità in linea nel 2013. Secondo le ultime proiezioni di avanzamneto lavori, il carico di combustibile nell’unità 3 dovrebbe avvenire il prossimo aprile, mentre nell’unità 4 entro il 2023.

Consultazione EU sui fondi di ricerca nucleare

La Commissione Europea ha indetto una consultazione al fine di ottenere pareri dai portatori di interesse in merito ai progetti di ricerca nucleare finanziati da Euratom. I risultati ottenuti informeranno l’Euratom Research and Training Programme 2021-2025. Il questionario, che richiede circa 20 minuti per la compilazione, è aperto fino alle ore 23.59 (ECT) del 17 gennaio 2021. Accedi qui al questionario.

Webinar sulla gestione dei rifiuti nucleari in Finlandia

TVO e Posiva invitano a partecipare al webinar “Learn from Finnish nuclear energy industry experiences and waste management solutions” in programma martedì 19 gennaio 2021, alle ore 15. Tra i temi affrontati: Olkiluoto is the most interesting Nuclear Site, Mika Tanhuanpää, Teollisuuden Voima #WeHaveaSolution, Posiva Rock-solid expertise in nuclear waste management, Posiva Why taxonomy is important, Juha Poikola, Teollisuuden Voima Registrati qui. Altri seminari seguiranno nei prossimi mesi in preparazione del Nordic Nuclear Forum, in programma l’8 e il 10 giugno 2021 a Helsinki (oppure online).

I Belgi non vogliono più rinunciare al nucleare

Appena tre anni fa la maggioranza dei Belgi intervistati condivideva la strategia del governo di chiudere le centrali nucleari. Invece, secondo un recentissimo sondaggio RTL Info – Ipsos – Le Soir, ora il 47% degli intervistati è contrario alla chiusura, mentre solo il 27% è favorevole. La contrarietà alla chiusura è maggiore nel nord e sud del Paese (nelle Fiandre supera il 50%) mentre è inferiore nella capitale (31%). Da notare che oltre un quarto degli intervistati non ha un’opinione in proposito, lasciando quindi ampio margine ad ulteriori evoluzioni nell’opinione pubblica. Sempre dal sondaggio si evince che la contrarietà alla chiusura è ben motivata da molteplici ragioni, quali il timore di un aumento dei prezzi dell’elettricità, delle emissioni, della dipendenza energetica dall’estero e, non ultima, la perdita di molti posti di lavoro qualificati. Nei mesi scorsi si sono susseguite le proteste dei sindacati e dei lavoratori delle centrali di Doel e Tihange, la cui chiusura porterebbe alla perdita di 7000 posti di lavoro. Inoltre, se il piano di chiusura al 2025 fosse confermato, l’emorragia preventiva di tecnici qualificati potrebbe mettere in discussione l’operatività della centrale nel prossimo biennio, nonché la disponibilità del personale qualificato necessario alla fase di controllo e manutenzione successiva allo spegnimento. La strategia è ovviamente osteggiata da Electrabel, la sussidiaria di Engie che opera le centrali elettriche in Belgio, alla quale il Parlamento, appena nel 2015, aveva dato il via libera all’estensione dell’operatività di due reattori del Paese oltre il 2025. Ma l’uscita dal nucleare è un’opzione criticata anche dalle maggiori associazioni economiche e persino da un rapporto di PwC Enterprise Advisory, che sottolineano come il phase-out dall’atomo sarebbe per l’economia belga un salto nel buio. A livello internazionale, la battaglia sul nucleare belga sta diventando una battaglia di bandiera, con crescenti iniziative di sensibilizzazione e proteste già programmate per la prossima primavera. La percezione è, infatti, che la strategia del governo sia un favore alla Germania e alla sua volontà di imporre all’Europa la propria visione di transizione energetica, basata esclusivamente (si fa per dire, dato il consumo di carbone e gas naturale) sulle rinnovabili. Berlino d’altronde non ha mai fatto mistero di vedere di buon occhio la rinuncia all’atomo del piccolo vicino, ricorrendo anche a mezzi a dir poco eterodossi, come il tentativo di interferire con il riavvio dei reattori Tihange 2 e Doel 3, soggetti dal 2012 a ripetuti e prolungati periodi di fermo per verifiche strutturali poi risultate non compromissive della sicura operatività degli stessi. Ad oggi il Belgio ha 7 reattori operativi, che coprono circa metà della produzione elettrica. Il primo a spegnersi potrebbe essere Doel 3, nell’ottobre del 2022, seguito, salvo ripensamenti, da tutti gli altri entro il 2025.