Summit nucleare Italia–Francia 2026 – Conclusioni della giornata

A cura di Stefano Monti – Presidente di AIN Il punto di partenza è chiaro. Abbiamo il sostegno delle istituzioni, il supporto delle associazioni industriali e una volontà comune, italiana e francese, di collaborare. La cooperazione c’è già. Ora va rafforzata. Primo: il viaggio del nuovo nucleare parte oggi, non domani. Il programma nucleare italiano prenderà forma con i decreti attuativi. Ma le nostre imprese non devono aspettare. I progetti francesi che EDF e Framatome ci hanno presentato stamattina sono un’occasione concreta di business. E sono la migliore palestra per arrivare pronti al programma italiano. Secondo: la supply chain va allargata. Servono più aziende, e da più settori: la meccanica, l’elettromeccanica, e non solo. A chi non fa ancora parte di questa filiera dico: capite subito il processo di qualificazione e certificazione, e investite per qualificarvi in fretta. Non siete soli. Nuclitalia, Ansaldo Nucleare e gli enti certificatori sono già al lavoro, e in queste quattro giornate ne avete e ne avrete testimonianza. Terzo: senza persone non c’è filiera. Le competenze esistono, ma i numeri non bastano. E non parliamo solo di ingegneri nucleari: parliamo di saldatori, di esperti di controlli non distruttivi, di tecnici specializzati. Anche qui la collaborazione italo-francese può fare la differenza. Quarto: impariamo dagli ultimi progetti europei. La lezione è netta: serve un ecosistema integrato, coerente ed efficace, che coinvolga tutti gli attori. Compresa l’autorità di sicurezza, nel pieno rispetto della sua autonomia. Quinto: regole del gioco comuni. Standardizzazione e armonizzazione a tutti i livelli: safety standard, codes & standards, utility requirements. E una cultura della sicurezza che attraversi ogni livello, senza eccezioni. Non partiamo da zero. Le testimonianze di stamattina ci hanno mostrato una filiera italiana lunga, che copre l’intero ciclo di vita di un impianto nucleare. E lo fa su progetti concreti, in Italia e in Francia. Si parte dall’ingegneria. SRS, quasi cinquant’anni di esperienza e oggi parte di newcleo, gruppo fondato da italiani e con sede a Parigi, progetta e realizza gli impianti sperimentali per i reattori di nuova generazione raffreddati a piombo. Lo fa con ENEA, al Brasimone. Si passa alla componentistica pesante. ATB Riva Calzoni ha fornito componenti dell’isola nucleare, dal recipiente in pressione del reattore al pressurizzatore. Con Orano ha sviluppato una nuova generazione di contenitori per il trasporto e lo stoccaggio del combustibile. Poi le tubazioni e le valvole, il sistema circolatorio della centrale. Tectubi Raccordi è stata la prima azienda italiana a produrre raccordi per centrali nucleari. Oggi fornisce piping al parco francese di EDF e Framatome ed è fornitore chiave del cantiere EPR di Hinkley Point C e Sizewell C. Valvitalia porta nel nucleare l’affidabilità delle sue valvole per applicazioni critiche E infine il fine vita. SOGIN smantella le centrali italiane di Trino, Caorso, Latina e Garigliano. E lavora da anni con la Francia sul ciclo del combustibile: Dalla progettazione allo smantellamento, ogni anello della catena esiste già. Sono imprese apprezzate nel mondo, e in particolare in Francia. Sono la prova che il saper fare italiano c’è, ed è già integrato con il sistema francese. E lasciatemi sottolineare il lavoro che Nuclitalia – ENEL, Ansaldo e Leonardo – porta avanti dal 2025: la selezione tecnologica, la valutazione della supply chain associata e le raccomandazioni sulle infrastrutture di base, che saranno al centro dei decreti attuativi. Chiudo così. Le basi sono solide, ma il lavoro davanti a noi è tanto. Tra Italia e Francia sono già stati firmati molti accordi. Oggi pomeriggio, negli incontri B2B, vi chiedo di fare il passo successivo: trasformare quegli accordi in fatti. Qualifiche. Ordini. Cantieri. E, last but not least, posti di lavoro qualificati. Buon lavoro a tutti, e grazie.

Discorso di apertura al Summit Nucleare Civile Italia–Francia 2026 a Milano.

12 ottobre 2026 Saluti e apertura Autorità italiane e francesi, Signore e Signori, cari Soci, chers amis français, è con profondo onore che, a nome dell’Associazione Italiana Nucleare, vi do il benvenuto a questo Summit nucleare italo-francese. Ringrazio le Istituzioni dei nostri due Paesi, le imprese, le università, gli enti di ricerca, i colleghi di Italian Trade Agency, ANIMA Confindustria e Business France coi quali abbiamo lavorato intensamente in questi mesi per l’organizzazione di questo evento. Ci incontriamo in un momento storico. Lo scorso 23 settembre il Senato ha approvato in via definitiva la legge sul nucleare: dopo quasi quarant’anni dal referendum del 1987, l’Italia torna a guardare concretamente all’energia nucleare. Non è un caso che uno dei primi grandi appuntamenti dopo questa svolta sia un incontro con la Francia. La Francia ha fatto del nucleare il cuore del proprio sistema elettrico. L’Italia è il secondo sistema manifatturiero d’Europa e custodisce competenze nucleari che non si sono mai spente. Le ragioni che ci uniscono sono evidenti: le tensioni geopolitiche, dalla guerra in Ucraina agli stretti di Hormuz e Bab al-Mandab, la crescita dei consumi legata all’elettrificazione e all’intelligenza artificiale, la competitività delle nostre industrie. Tutto questo chiede energia decarbonizzata, sicura e a prezzi stabili. Tra i nostri Paesi, la collaborazione nucleare non è un progetto per il futuro: è già una realtà. Partirò da questa, per poi illustrare il ruolo di AIN su tre fronti: la filiera, la supply chain e il programma nucleare nazionale. Una collaborazione già in atto Nell’industria. Nel 2023 EDF, GIFEN, Ansaldo Nucleare e AIN hanno firmato un Memorandum of Cooperation sulla supply chain italo-francese. Ne sono nati due incontri B2B tra le maggiori aziende dei due Paesi: a Milano nel 2025 e, il 16 e 17 settembre scorsi, quello organizzato da GIFEN e AIN, in cui le due associazioni hanno firmato un nuovo Memorandum of Understanding. Di grande rilievo è poi l’accordo tra Edison, EDF, Nuward e la filiera industriale italiana, incluso il gruppo Ansaldo con Ansaldo Energia e Ansaldo Nucleare, per lo sviluppo congiunto e la realizzazione di reattori di terza generazione basati sulla tecnologia SMR Nuward. Nella ricerca. Il simbolo della nostra cooperazione scientifica è ITER, a Cadarache, dove l’industria italiana ha ottenuto commesse per oltre 1,8 miliardi di euro e lavorano decine di nostri manager e ricercatori. Sulla fissione, l’accordo tra ENEA, il CEA e le università e gli enti di ricerca, come il Politecnico di Torino e l’INFN, unisce ricerca nucleare, fissione avanzata, formazione accademica e scambio scientifico. Nella formazione. Framatome, il Politecnico di Milano ed Edison hanno sottoscritto un accordo dedicato alla formazione. Da qui vorrei proporre di andare oltre: curricula condivisi, qualifiche reciprocamente riconosciute, apprendistati transfrontalieri per i mestieri nucleari. Competiamo per gli stessi talenti: formarli insieme conviene a entrambi. Primo: la filiera nucleare italiana Oggi in Italia circa cento imprese operano con successo sui mercati nucleari internazionali, e spesso hanno lavorato proprio accanto ai partner francesi. Il nostro obiettivo è passare da 100 a 400-500 imprese. Il modello francese, con un’industria organizzata attorno a GIFEN ed estesa a Business France, ci mostra come una filiera si fa sistema. Per questo AIN ha siglato con ANIMA Confindustria un accordo per accompagnare le tante imprese della meccanica italiana oggi attive in particolare sull’oil & gas, verso il nucleare, ampliando ancora di più la supply chain che può essere di concreto supporto allo sviluppo del settore in Europa e nel mondo. Ma la filiera è fatta soprattutto di persone: al 2050 serviranno in Italia circa 117.000 professionisti qualificati, e ogni euro investito nel nucleare ne genera 2,4 di indotto. AIN lavora su questo con la Joint Research Partnership con il Politecnico di Milano e con la nostra Young Generation. Secondo: la supply chain Sulla supply chain, AIN ha due obiettivi: aprire alle nostre imprese i progetti internazionali e favorire l’integrazione di sistema in Italia. Su entrambi, siamo impegnati a collaborare col sistema francese. In Europa sono censiti circa cinquanta nuovi progetti nucleari, molti in Francia, e le imprese italiane si stanno già posizionando. Ma senza un mercato interno rischiano di essere penalizzate anche all’estero. In Italia, AIN ritiene non conveniente affidarsi a forniture chiavi in mano. Servono partenariati che coinvolgano strutturalmente l’industria italiana nella progettazione, nella costruzione e nell’esercizio degli impianti, come indica l’accordo su Nuward. Proponiamo inoltre un hub tecnologico nazionale per la qualifica e la certificazione della catena di fornitura e per la realizzazione di moduli per SMR, aperto al dialogo con le infrastrutture francesi. E non dobbiamo aspettare di avere una filiera completa per iniziare: partiremo dai fornitori già qualificati, italiani ed europei, facendo crescere il contenuto nazionale passo dopo passo. Terzo: il programma nucleare italiano Sul programma nazionale, AIN ha scelto di essere un punto di sintesi tecnico-scientifica al servizio delle Istituzioni: dalla Piattaforma Nazionale per il Nucleare Sostenibile alle audizioni parlamentari, fino al Comitato Tecnico di Nuclitalia. Il nostro Documento Programmatico indica alcune priorità, e in ciascuna la Francia ha un ruolo. Primo, un’Autorità di Sicurezza Nucleare indipendente, operativa entro la metà del 2027, che chieda subito lo status di osservatore presso i regolatori partner, a cominciare da quello francese, per riutilizzare le valutazioni già svolte. Secondo, una visione europea. Gli SMR diventano competitivi solo in flotta, con 10 e più unità: nessun Paese ci arriva da solo. Il co-sviluppo di SMR come ad esempio Nuward è un percorso da consolidare e allargare ad altri partner, costruendo una pipeline di ordini comune. Terzo, il finanziamento: Italia e Francia possono sostenere insieme, in Europa, l’inclusione del nucleare in InvestEU e un meccanismo condiviso per la prima flotta di SMR. Infine, nucleare e rinnovabili non sono alternativi ma complementari. Uno scenario equilibrato al 2050 prevede per l’Italia una quota nucleare tra il 10% e il 20% di nucleare della domanda elettrica complessiva. Con i decreti attuativi entro fine anno e l’avvio del programma industriale nel 2027, una produzione nucleare italiana entro dieci anni è un obiettivo raggiungibile. Conclusione Signore e Signori, cari amici francesi, nessuno di questi…

Summit sul nucleare civile fra Italia–Francia. Moderatore Ing. Stefano Monti (AIN) del Panel Industriale

Milano, 12 ottobre 2026 Si è svolto a Milano il Summit Nucleare Civile Italia–Francia 2026, promosso da ANIMA Confindustria, Associazione Italiana Nucleare, Business France e Agenzia ICE ITA – Italian Trade Agency con l’obiettivo di rafforzare il dialogo tra istituzioni e imprese e favorire nuove opportunità di collaborazione industriale tra i due Paesi.Al centro del confronto, le opportunità di business per le aziende della meccanica italiana in Francia, il ruolo della filiera e le competenze necessarie per accompagnare la crescita del settore nucleare.La meccanica italiana può offrire un contributo significativo, con numerose aziende già attive in diversi progetti nel mondo, ma anche molte altre pronte a entrare a far parte di questo settore per ampliare ulteriormente gli orizzonti della supply chain italiana dedicata al nucleare.Il Presidente di AIN, Ing. Stefano Monti, è stato il moderatore del panel: Costruire una supply chain nucleare italo-francese: dagli accordi ai cantieri. Relatori del panel sono stati: Pierre-Marie Nahon, Export Supply Chain Development Manager, EDF · Marc Duret, Director Development and Sales, Framatome · Marcello Parodi, Responsabile Supply Chain, Ansaldo Nucleare · Michele Nesa, Nuclear Innovation, Nuclitalia.Monti ha ricordato gli accordi già in essere: il Memorandum del 2023 tra EDF, GIFEN, Ansaldo Nucleare e AIN, il nuovo MoU tra AIN e GIFEN firmato a settembre, l’accordo su Nuward che coinvolge Edison, EDF e la filiera industriale italiana con il gruppo Ansaldo. Continua Monti: “ora vogliamo capire come questi accordi diventano ordini, qualifiche, posti di lavoro e cantieri. Con l’approvazione definitiva della legge sul nucleare, lo scorso 23 settembre, l’Italia ha aperto una fase nuova. Ma un programma nucleare si giudica dalla sua supply chain: dalla capacità di fornire componenti qualificati, nei tempi e con la qualità richiesti. Ed è qui che la collaborazione tra Italia e Francia può fare la differenza”Conclude Monti: “la collaborazione industriale tra Italia e Francia esiste già e funziona. Per trasformarla in una vera supply chain integrata servono tre cose: una pipeline di ordini visibile e credibile, regole di qualifica condivise e un investimento comune sulle competenze. Come Associazione Italiana Nucleare, ci impegniamo a dare seguito a quanto emerso oggi, anche attraverso gli accordi con GIFEN e con i nostri partner francesi, e a continuare a favorire l’incontro tra le imprese dei due Paesi”.

Haruko Murakami Wainwright

New webinar titled: “A New Paradigm for High-Level Radioactive Waste Disposal: Intrinsic Radionuclide Properties and Comparative Hazard” by Haruko Murakami Wainwright, MIT, USA

The webinar is “A New Paradigm for High-Level Radioactive Waste Disposal: Intrinsic Radionuclide Properties and Comparative Hazard” by Haruko Murakami Wainwright, MIT, USA, October 16, 2026 at 15:00 (CET).          Registration is available at the link: https://events.teams.microsoft.com/event/9ffe951f-e9db-4f2e-b1b3-3819fd35157b@c7456b31-a220-47f5-be52-473828670aa1          Please, distribute the attached leaflet at large in your networks.          Thanks for cooperation.