Olkiluoto 3 pronta a partire, e la Finlandia si prepara agli SMR

L’operatore finlandese TVO, di concerto al consorzio Areva-Siemens, ha stabilito che il progetto della terza unità della centrale di Olkiluoto (OL3, EPR) è progredito più velocemente delle attese precedenti e su questa base la società ha presentato una richiesta di autorizzazione per rendere critico il reattore e condurre test a bassa potenza in anticipo rispetto alla data prevista di fine gennaio 2022. Il consorzio Areva-Siemens sta realizzando l’impianto OL3 con contratto chiavi in ​​mano a prezzo fisso. La costruzione di Olkiluoto 3 è iniziata nel 2005. Il completamento del reattore era originariamente previsto per il 2009, ma il progetto ha subito vari ritardi e battute d’arresto. TVO ad agosto aveva annunciato che, a causa dei lavori di revisione e ispezione estesi delle turbine, ci sarebbe stato un ulteriore ritardo di tre mesi per l’avvio del reattore, con la prima criticità prevista nel gennaio 2022, la produzione iniziale di elettricità nel febbraio 2022 e la produzione regolare di elettricità nel giugno 2022. Nel frattempo, il Ministero dell’Economia finnico ha annunciato un’iniziativa di revisione del quadro legislativo che regola il nucleare per adeguarlo alle prospettive future, che includono i nuovi usi e le nuove tecnologie che si affacciano sul mercato del nucleare, alludendo in particolare agli Small Modular Reactors.

L’Ucraina esplora l’espansione della propria capacità nucleare

L’Ucraina e gli Stati Uniti intensificano la cooperazione in tema di energia nucleare con la firma di due Memorandum of Understanding tra Energoatom e Westinghouse e NuScale, rispettivamente. Il primo accordo, del valore complessivo di 30 miliardi di dollari, prevede il completamento dell’unità 4 della centrale di Khmelnitsky (un VVER completato al 28% e mai ultimato, ma che da tempo l’Ucraina pianifica di completare convertendolo  in AP1000, design Westinghouse) e la costruzione di 4 nuove unità AP1000 presso siti nucleari già esistenti. L’esecuzione di tale accordo porterebbe la capacità nucleare del Paese a quasi 18000 MWe complessivi, in grado quindi di soddisfare il 72% del fabbisogno di elettricità dell’Ucraina, permettendo quindi di ridurre conseguentemente la quota di combustibili fossili. Dell’accordo inoltre beneficerebbe sostanzialmente anche l’italiana Mangiarotti, una controllata di Westinghouse, unica a costruire alcune componenti degli AP1000. Il secondo accordo, siglato con NuScale, prevede di esplorare la possibilità di costruire reattori modulari NuScale nel Paese. Secondo i termini dell’accordo, NuScale supporterà Energoatom in tutte le fasi, dallo studio di fattibilità e analisi dei costi, alle pratiche di licensing e progettazione specifica degli impianti.

Il primo reattore “100% made in China” connesso alla rete

L’unità 5 della centrale di Fuquing è stata connessa alla rete lo scorso 27 novembre. L’evento marca una pietra miliare nel programma nucleare cinese, proiettando il Dragone nell’Olimpo delle grandi potenze del nucleare civile. Si tratta infatti del primo reattore Hualong One (HPR-1000) connesso alla rete. Hualong One è il primo design completamente cinese, nato dalla combinazione dei concetti ACP-1000 e ACPR-1000. L’unità 6 della stessa centrale sarà connessa alla rete nei prossimi mesi, mentre altri due HPR-1000 sno in costruzione alla centrale di Fangchenggang (Guangxi). DUe reattori della stessa tipologia sono in costruzione in Pakistan, alla centrale di Karachi.

La Bielorussia connette alla rete la sua prima centrale nucleare

La centrale di Ostrovets, in Bielorussia, è stata connessa alla rete elettrica poco dopo il mezzogiorno del 3 Novembre. Con l’erogazione del primo kWh di elettricità in rete si è raggiunta una pietra miliare del programma nucleare bielorusso, mentre non è terminata la fase di test, avviata lo scorso agosto con il carico del combustibile, e che si concluderà all’inizio del 2021. L’avvio della centrale marca l’ingresso della piccola Bielorussia nel club dei produttori di energia nucleare, e segna anche un importante traguardo per l’azienda russa Rosatom, fornitrice della tecnologia, che vede completato con successo il primo progetto di un VVER-1200 al di fuori dei confini nazionali. Il VVER-1200 è una tipologia di reattore ad acqua pressurizzata di generazione III+, evoluzione del VVER-1000, che può contare su una solida esperienza operativa pari a 1400 anni-reattore. Il VVER-1200 vanta le più scrupolose caratteristiche di sicurezza attive e passive, frutto della recente evoluzione tecnologica e degli insegnamenti tratti a seguito dell’incidente di Fukushima. A prova di questo, oltre ad aver superato con esito positivo i controlli dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (IAEA), che ha condotto sette missioni in Bielorussia dal 2012 ad oggi, la Bielorussia ha volontariamente sottoposto l’impianto agli stress-test previsti dal regolatore europeo per l’energia nucleare (ENSREG), ottenendo una peer-review positiva. Una seconda unità sarà connessa alla rete entro il 2021, portando la capacità nucleare della Bielorussia a 2.4 GW complessivi. Considerato che, ad oggi, il 97% dell’elettricità del Paese (39 TWh al 2018) proviene dal gas naturale, la centrale di Ostrovets a regime coprirà circa il 50% della produzione, riducendo le emissioni annue di CO2 di oltre 9 milioni di tonnellate. La notizia non è stata bene accolta nelle vicine repubbliche baltiche, in particolare in Lituania, dove una recente legge ha disposto il blocco degli scambi di elettricità con la Bielorussia a decorrere dall’entrata in servizio dell’impianto nucleare, adducendo come motivazione non meglio precisate problematiche di sicurezza, corruzione e abuso dei diritti dei lavoratori nel corso del progetto, critiche prontamente respinte da Rosatom. La World Nuclear Association ha invece salutato con favore l’avvio della centrale di Ostrovets: il direttore generale, Sama Bilbao y León, ha rimarcato come il nucleare sia ormai riconosciuto come imprescindibile al fine di raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione, ed il contributo della Bielorussia va nella giusta direzione.

Nuovo nucleare: le notizie scelte di luglio

CINA – A meno di cinque anni dalla posa della prima pietra, l’unità 5 della centrale di Tianwan raggiunge la criticità. Entro quest’anno dunque verrà connessa alla rete e comincerà a produrre energia, seguita entro il 2021 dall’unità 6. Entrambe le unità sono ACPR1000 di progettazione cinese, e fanno parte della terza fase di sviluppo del sito nucleare. Le unità 1 e 2 erano state costruite in base ad una accordo tra Russia e Cina nel 1992. La prima pietra era stata posata nel 1999 e le unità entrarono in servizio commerciale nel 2007. La fase due vide la costruzione delle unità 3 e 4, anch’esse di progettazione russa (VVER-1000): la costruzione impiegò circa sei anni (2012-2018). Lo scorso anno Rosatom e CNNC hanno siglato un accordo per la fase quattro, che prevede la realizzazione delle unità 7 e 8. ROMANIA – Dopo una lunga fase di stallo il governo rumeno ha ripreso il processo di espansione della centrale nucleare di Cernavoda. Il 14 luglio scorso è stata pubblicata in gazzetta ufficiale la decisione di costituire un Comitato di coordinamento strategico per la costruzione delle unità 3 e 4 di Cernavoda e per il retrofit dell’unità 1. Al contempo, l’accordo siglato nel 2019 con la cinese CGN per la costruzione di due reattori Candu-6 da 700 MW è stato abrogato. L’energia nucleare oggi copre in Romania il 18% del fabbisogno e costituisce il 33% della produzione a basse emissioni. Il nucleare impiega 11000 lavoratori, cui potrebbero aggiungersene altri 8000 graze al nuovo piano di espansione del sito nucleare. USA – Il Senato ha approvato il Nuclear Energy Leadership Act (NELA) mirato a sostenere la progettazione e realizzazione di reattori nucleari avanzati e far divenire gli Stati Uniti maggiormente competitivi in un settore industriale che li vede perdere posizioni nei confronti di Russia e Cina. Il provvedimento è stato approvato come emendamento al National Defense Authorisation Act for Fiscal Year 2021 (NDAA, S 4049), dunque, al fine della conversione in legge, lo stesso emendamento deve essere approvato ora dalla Camera. AUSTRIA – L’International Atomic Energy Agency (IAEA) e il Generation IV International Forum (GIF) hanno lanciato un appello per accelerare la realizzazione dei reattori di nuova generazione, a margine del 14esimo Interface Meeting tra le due parti. Stefano Monti, co-chair dell’evento e capo della Nuclear Power Technology Development Section della IAEA, ha riferito di come i delegati invocano un deciso cambio di passo al fine di accelerare la realizzazione di reattori avanzati che possano efficaciemente contribuire al processo di decarbonizzazione del settore energetico. In particolare si è posta l’attenzione sugli sforzi da porre nel campo della ricerca e sviluppo al fine dell’integrazione dei reattori avanzati con le altre fonti di energia e per il loro utilizzo nella produzione di idrogeno. Il GIF è un’iniziativa che coinvolge 13 nazioni, avviata nel 2000, volta a coordinare gli sforzi di ricerca e svilupp nel campo dei reattori avanzati. Tra le tecnologie sotto la lente vi sono i reattori veloci, che possono produrre 70 volte l’energia dei reattori convenzionali con la stessa quantità di combustibile. Due di questi reattori sono già operativi in Russia, il BN-600 e il BN-800 a Beloyarsk.