Cina: il nuovo big player?

La Cina oggi ha 54 reattori commerciali in funzione che forniscono circa il 5% dell’elettricità nazionale, per un totale di 51GW. L’obiettivo del precedente piano quinquennale era di avere 58GW entro il 2020, ma questo non ferma il Governo: infatti è stato da poco approvato il nuovo piano 2021-2025 che prevede di arrivare a 70GW di potenza nucleare installata. L’obiettivo è di arrivare al 2025 con un consumo energetico da fonti non fossili al 20% e produzione energetica al 39%. Sedici unità sono già in costruzione e sei nuovi reattori sono stati appena approvati dalla Commissione per lo Sviluppo Nazionale, ma alcune di queste unità devono ancora ottenere l’approvazione del Consiglio di Stato. Questi reattori andranno ad aggiungersi a centrali già esistenti: in particolare due unità verranno aggiunte sia a Sanmen che a Haiyang, entrambe ospitanti 2 AP1000 in funzione da fine 2018 o inizio 2019. Gli AP1000 sono reattori di Generazione III+ ad acqua con produzione elettrica nominale di 1’100 MW, e sono caratterizzati dall’implementazione di maggiori misure di sicurezza passiva.  

Webinar: Africa Nuclear Business Platform

Il prossimo 19 Aprile inizierà l’evento di Africa Nuclear Business Platform: 4 giornate tematiche sulle priorità del mercato nucleare sub-sahariano. Nell’edizione 2021 il Direttore Generale IAEA, Rafael Grossi, aveva fatto notare che dei quasi 30 Paesi che stanno considerando o iniziando la produzione di energia da nucleare, quasi un terzo sono in Africa. Come mai? Semplice, le ragioni sono tante ma afferiscono tutte ad un concetto chiave: affidabilità. L’energia nucleare è una soluzione per il presente e per il futuro e per molte nazioni africane è un’opzione da considerare attentamente. Le 4 giornate sono dedicate a: SMRs: vantaggi e sfide dell’adozione di SMR, possibile standardizzazione legislativa (licensing and regulation), i reattori di grossa taglia possono ancora trovare il loro spazio? infrastructure development: come coinvolgere industria, portatori di interesse, cittadini e professioni tecniche public communications: collaborazione con i media locali e nazionali economic transformation of Africa through nuclear: sviluppo grazie ad una fonte di elettricità pulita, sicura, affidabile e disponibile per tutti, esempi di nazioni che hanno già avviato il loro programma nucleare   Tutti i dettagli e il link per la registrazione si trovano sul sito ufficiale.

UK: una nuova era nucleare

“L’energia nucleare fornisce il 15% dell’elettricità del Regno Unito: una fonte stabile complementare alle rinnovabili intermittenti. Il nucleare è l’unica fonte di elettricità affidabile e a basse emissioni che è stata dimostrata su larga scala ed eroga 100 volte l’energia di un impianto solare a parità di area impegnata. Possiamo assicurare un carico di base sufficientemente grande ed affidabile per la nostra isola solo ricorrendo all’energia nucleare. Il nostro obiettivo è diventare nuovamente leader globali in una tecnologia di cui siamo stati pionieri, fino ad arrivare nel 2050 ad avere un quarto della potenza consumata in Gran Bretagna proveniente dal nucleare.” Queste le prime frasi del capitolo dedicato al nucleare della nuova Energy Security Strategy del governo inglese. Una nuova spinta importante, data anche dalle ormai vicine chiusure: quasi metà della potenza installata entro il 2025 e tutti tranne un reattore entro il 2030, e un solo reattore in costruzione. Così il Governo ha deciso per l’installazione di nuovo nucleare fino ad arrivare a 24GW entro il 2050 (oggi sono 6.8GW), appunto il 25% della domanda di elettricità prevista, con 8 possibili nuovi reattori su siti già esistenti: Hinkley, Sizewell, Heysham, Hartlepool, Bradwell, Wylfa, Oldbury e Moorside. L’obiettivo ambizioso è di un nuovo reattore all’anno e per questo è stato creato un nuovo organo governativo, il Great British Nuclear, che si occuperà di aiutare i progetti in ogni loro fase. Inoltre il governo lavorerà con l’ente regolatore per snellire il procedimento di autorizzazione dove possibile ed armonizzare la legislazione con gli standard internazionali, naturalmente senza intaccare la sicurezza per l’uomo e l’ambiente. Forte anche l’impegno per lo sviluppo di nuove tecnologie, anche con altri Paesi, come gli Small Modular Reactors (SMRs) e gli Advanced Modular Reactors (AMRs). I fondi previsti sono: 1.7 miliardi di £ di fondi governativi diretti 100 milioni di £ per il nuovo reattore Sizewell C 210 milioni di £ per sviluppare Small Modular Reactors con Rolls Royce 120 milioni di £ per il Future Nuclear Enabling Fund   Abbiamo detto che solo un reattore rimarrà in funzione per la fine di questo decennio. Si tratta di Sizewell B, 1198 MW elettrici, entrato in funzione nel febbraio 1995 e destinato alla chiusura nel 2035. Ma EDF sta lavorando per estendere la vita dell’ultimo reattore di almeno vent’anni, rimandando la chiusura almeno nel 2055.   La Energy Security Strategy include incentivi e strategie su molte altre fonti a basse emissioni, come ad esempio l’eolico offshore. Per tutti i dettagli vi rimandiamo al sito ufficiale.

Webinar: UniPI, Lucia Sargentini

Segnaliamo il prossimo appuntamento del ciclo di conferenze Past-student and expert webinars in Nuclear Egineering organizzato dal Corso di Studi Magistrale in Nuclear Engineering dell’Università di Pisa. Il prossimo venerdì 16 Aprile alle 16 (ora italiana) Lucia Sargentini del CEA-Saclay terrà l’intervento dal titolo: On the inverse uncertainties quantification in the best-estimate plus uncertainty methodology. Il link per il collegamento si trova qui.   Consigliamo l’intero ciclo ricco di appuntamenti, il cui calendario completo è disponibile su questa pagina.

Francia: rinascita nucleare

Il Presidente Emmanuel Macron ha annunciato che la Francia costruirà sei nuovi reattori nucleari di potenza, che considera la costruzione di altri otto e che continuerà a sostenere lo sviluppo degli small modular reactors (SMR). Secondo Macron, nei prossimi decenni la Francia dovrà produrre più elettricità a basse emissioni, perché anche se riduce del 40% il suo consumo di energia, l’uscita da petrolio e gas entro 30 anni significa sostituire parte del consumo di combustibili fossili con l’elettricità. Il Paese deve quindi essere in grado di produrre fino al 60% di elettricità in più rispetto ad oggi. “La chiave per produrre questa elettricità nel modo più esente da emissioni di carbonio, più sicuro e più autonomo è proprio avere una strategia plurale … per sviluppare sia le energie rinnovabili che quelle nucleari. […] Non abbiamo altra scelta che scommettere su questi due pilastri contemporaneamente. È la scelta più rilevante dal punto di vista ecologico e la più opportuna dal punto di vista economico e infine la meno onerosa dal punto di vista finanziario.” La rinascita nucleare secondo Macron consta di due decisioni. La prima prevede che l’attività di tutti i reattori esistenti dovrebbe essere estesa (se sussistono i requisiti di sicurezza);  le licenze di alcuni reattori sono già state estese con successo oltre ai 40 anni, chiede che EDF e l’ente regolatore “studino le condizioni per l’estensione oltre i 50 anni”. La seconda, come dicevamo, riguarda la costruzione di nuovi reattori. “Abbiamo imparato dalla costruzione dell’EPR in Finlandia (ora completato) e in Francia a Flamanville. EDF ha intrapreso con il settore nucleare la progettazione di un nuovo reattore per il mercato francese, l’EPR2, che ha già impiegato più di un milione di ore di ingegneria e presenta notevoli progressi rispetto all’EPR di Flamanville. Vorrei che fossero costruiti sei EPR2 e che lanciassimo studi sulla costruzione di otto EPR2 aggiuntivi. Andremo così passo dopo passo”. Nella seconda metà del 2022 si terrà un’ampia consultazione pubblica sull’energia, e nel 2023 si terranno discussioni parlamentari per rivedere il programma energetico pluriennale. Il nuovo programma pensato dal presidente potrebbe portare alla messa in servizio di 25 gigawatt di nuova capacità nucleare entro il 2050. Si punta ad un inizio dei lavori entro il 2028 e il primo reattore messo in servizio entro il 2035. Inoltre, Macron ha affermato che un miliardo di euro saranno messi a disposizione attraverso il piano di reindustrializzazione Francia 2030 per il progetto francese di small modular reactor Nuward e “reattori innovativi per chiudere il ciclo del carburante e produrre meno rifiuti”. Ha detto di aver fissato “un obiettivo ambizioso” per costruire un primo prototipo in Francia entro il 2030.