Impianti nucleari per il settore marittimo

Segnaliamo questo interessante evento organizzato dal Comitato Nucleare e Ragione e l’Associazione Italiana di Tecnica Navale del Friuli Venezia Giulia il prossimo mercoledì 25 gennaio alle 18.00. Il settore marittimo è uno dei più difficili e più urgenti da decarbonizzare: sfruttando quasi esclusivamente i comubustibili fossili per la propulsione, si stima che il 3% delle emissioni globali di CO2 derivi da questo settore. L’evento tratterà del contributo che la fissione può dare, con una panoramica sui nuovi reattori piccoli modulari per propulsione e per produzione di energia in mare. Relatori saranno l’Ing. Giuseppe Francesco Nallo, ricercatore Politecnico di Milano, e l’Ing. Giulio Gennaro, Chief Technical Officer di CorePower UK. Per partecipare all’evento si può: in presenza presso l’Edificio H3 dell’Università degli Studi di Trieste, non è necessaria la registrazione online a questo link  

La Corea punta sulla propulsione nucleare nel trasporto marittimo

Il Korean Atomic Energy Research Institute (KAERI) e Samsung Heavy Industries hanno siglato un accordo per la ricerca e lo sviluppo di piccoli reattori modulari (SMR) per la propulsione navale e per la produzione di energia off-shore. In particolare, oggetto della ricerca sarebbero i reattori a sali fusi (Molten Salt Reactor, MSR) che nelle intenzioni di Samsung Heavy Industries potranno rappresentare un punto di svolta nella transizione del trasporto marittimo verso l’uso di energia a basse emissioni. L’accordo di coperazione include lo sviluppo e la verifica delle prestazioni della soluzione tecnologica scelta, lo sviluppo di un modello di business e la valutazione economica della produzione di energia nucleare off-shore e della propulsione nucleare per navi mercantili. Parallelamente, Samsung Heavy Industries è già impegnata nella ricerca di alternative ai combustibili fossili nel trasporto commerciale marittimo, quali l’ammonia e l’idrogeno. Il trasporto marittimo è uno dei settori più difficili da decarbonizzare e causa da solo il 2.5% delle emissioni globali, con prospettive di crescita al 2050 (sia in termini assoluti che relativi) se non verranno individuate soluzioni alternative. Già nel 2020, la Kepco Engineering & Construction Company e Daewoo Shipbuilding & Marine Engineering avevano siglato un Memorandum of Understanding per lo sviluppo di reattori nucleari off-shore. Simili piani di sviluppo sono stati avviati dalla Cina, mentre la prima centrale nucleare galleggiante russa, la Akademik Lomonosov, dal dicembre 2019 fornisce energia ad un insediamento minerario isolato della Siberia. La propulsione nucleare inoltre è ampiamente utilizzata per i vascelli militari e per i rompighiaccio, e in passato trovò alcune applicazioni anche per il trasporto mercantile, che però si dimostrarono, per quei tempi, antieconomiche.