Webinar AIN: Il nucleare nel futuro prossimo della transizione energetica

Si terrà venerdì 7 maggio 2021 alle ore 10.30 il Webinar intitolato Il nucleare nel futuro prossimo della transizione energetica. L’evento sarà fruibile su invito tramite la piattaforma Zoom e potrà essere seguito anche in diretta su facebook. Programma Ore 10.30 – Indirizzo di saluto e apertura dei lavori Dr. Umberto Minopoli, Presidente Associazione Italiana Nucleare Ore 10.40 – La roadmap verso i nuovi reattori avanzati Dr. Stefano Monti, International Atomic Energy Agency Ore 11.00 – L’esperienza italiana nei piccoli reattori Prof. Marco Ricotti, Politecnico di Milano Ore 11.20 – Il nucleare nella tassonomia europea Prof. Emilio Minguez, Presidente European Nuclear Society NB: per ricevere il link di accesso al webinar tramite piattaforma Zoom è necessario confermare la propria partecipazione scrivendo a: info@associazioneitaliananucleare.it   Scarica la locandina in formato PDF

Il dispendioso addio della Germania al nucleare

Il Governo tedesco si sarebbe accordato con le utilities che operano centrali nucleari in Germania per un risarcimento di circa 2.5 miliardi di euro, a copertura delle perdite per la chiusura forzata anzitempo degli impianti. L’accordo, i cui detagli debbono essere ancora approvati dai consigli di amministrazione delle aziende coinvolte e poi approvati per via legislativa, metterebbe fine ad una lunga disputa legale che ha visto la Corte Costituzionale tedesca pronunciarsi per ben due volte a favore delle argomentazioni degli operatori nucleari. Sebbene infatti l’uscita dal nucleare è programmata per il 2022, alcuni impianti furono costretti a chiudere immediatamente nel 2011. I gestori di tali impianti saranno risarciti della mancata quota di produzione, per un importo pari a 33.22 €/MWh, oltre che per gli investimenti già effettuti e volti a prolungare la vita operativa dei reattori. Il risarcimento andrà dunque a sommarsi al già oneroso bilancio della transizione energetica tedesca (Energiewende), che ha visto un costante incremento dei prezzi dell’elettricità al consumo, sopportati in gran parte dai clienti residenziali, a causa dei pesanti sussidi alle fonti rinnovabili. Senza contare che, fino ad ora, la politica energetica tedesca è stata tanto dispendiosa quanto inefficacie negli obiettivi prefissi, ovvero la decarbonizzazione del sistema elettrico. Tra il 2000 e il 2019 infatti la quota di combustibili fossili è calata più o meno della stessa percentuale in Germania e negli Stati Uniti, con la differenza che questi ultimi hanno ottenuto il risultato con un minimo sforzo. Il confronto poi con le emissioni medie del sistema elettrico della vicina Francia è impietoso (la Francia nucleare emette in media 4-5 volte in meno della Germania, fino a 10 volte in meno nel 2016). Con lo spegnimento degli ultimi 8 GW di capacità nucleare previsto nel 2022, nulla lascia presagire che le prestazioni climatiche della Germania possano migliorare nel medio periodo.