Aumenta la produzione di lutezio-177 per radiofarmaci

Il lutezio-177 è considerato uno dei radioisotopi più promettenti in quanto da esso si ottengono radiofarmaci importanti per la cura del cancro alla prostata, uno dei più diffusi, ed altre tipologie di tumore. La produzione di questo radioisotopo sta dunque aumentando a livello mondiale, con nuovi attori previsti scendere in campo. La compagnia olandese NRG, che produce lutezio-177 presso il reattore di Petten, ha raggiunto nel giugno scorso un record di produzione. Recentemente, inoltre, la JSC Isotope, del gruppo Rosatom, ha inviato i propri radioisotopi al Policlinico di Bari per i controlli di qualità necessari in accordo agli standard europei. A questo si aggiunge l’intenzione di Rosatom Healthcare di aprire un nuovo impianto di produzione di radioisotopi in Russia. Infine, in base ad un recente accordo siglato tra la canadese Isogen (Framatone-Kinectrics) e la tedesca ITM Medical Isotopes, il lutezio-177 prodotto dai reattori Candu operati da Bruce Power verrà reso disponibile per i sistei sanitari di tutto il mondo. Fonte: Lutetium-177, The Increasing Production Of A Promising Radioisotope

Ricercatori australiani producono nuovo radioisotopo per usi medici

Un gruppo di ricercatori australiani dell’Australian Nuclear Science and Technology Organization (ANSTO) ha prodotto un nuovo radioisotopo dello scandio (scandio-47) che ha la potenzialità di essere usato sia per scopi terapeutici sia diagnostici (theranostic approach), migliorando inoltre i risultati clinici. Ad oggi per theranostic approach si intende l’uso accoppiato di radioisotopi dalle caratteristiche chimiche simili (come il gallio-68 e il lutezio-177). La possibilità di utilizzare un unico radioisotopo sia per la dagnosi che per il trattamento terapeutico, come nel caso dello scandio-47, apre nuove prospettive che consentiranno di efficentare la dose somministrata ai pazienti migliorando nel contempo i risultati clinici, grazie alle migliori proprietà di legame dello scandio che consentiranno una sua maggiore incorporazione nel radiofarmaco. Il gruppo di ricerca, guidato dal dott. Pellegrini, punta ora alla produzione del nuovo radioisotopo su vasta scala. Maggiori dettagli sul sito ANSTO.