Stand Up for Nuclear 2021

Si svolgerà a partire dal 24 settembre e, con diverse date sul territorio nazionale, fino al 9 ottobre, l’edizione 2021 di Stand Up for Nuclear Italia. L’iniziativa internazionale di sostegno e promozione dell’energia e delle tecnologie nucleari, giunta alla IV edizione, coinvolgerà quest’anno ben 9 città italiane. Due le modalità di contatto con il pubblico, una in piazza e una nei Campus universitari. Per conoscere tutti i dettagli e le date delle iniziative nelle singole città visita la pagina dedicata del Comitato Nucleare e Ragione, promotore nazionale dell’iniziativa. La partecipazione è aperta a tutti. Stand Up for Nuclear Italia ricade tra le iniziative patrocinate dal Ministero della Transizione Ecologica nel contesto di All for Climate Italy 2021

Il futuro dell’energia nucleare genera dibattito in Italia

Rilanciamo una serie di articoli prodotti dal think tank Tortuga per Linkiesta, partendo dall’ultimo, che esamina le prospettive del nucleare con l’avvento dei reattori di IV generazione e degli Small Modular Reactors (SMR). I primi due articoli della serie affrontano rispettivamente la imprescindibilità della fonte nucleare per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione e una storia del nucleare in Italia e del continuo coinvolgimento di molte realtà industriali e di ricerca del nostro paese nel settore nucleare. E’ sicuramente positivo il fatto che di nucleare si ricominci a parlare anche al di fuori dei ristretti circoli tecnici, quali la nostra Associazione, tanto più considerato che l’iniziativa parte da un think tank composto da giovani millennials attivi nel campo delle scienze economiche e sociali e che prestano la loro attività per fornire analisi e dati al sostegno di politiche di crescita per il Paese.

Rifiuti radioattivi, sorgenti dismesse e combustibile irraggiato: tutti i numeri dell’Italia nel nuovo Inventario nazionale ISIN

Comunicato stampa – ISIN Il nuovo “Inventario nazionale dei rifiuti radioattivi” è disponibile online, sul sito web dell’Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione – ISIN (https://www.isinucleare.it). Il documento contiene informazioni relative a volumi, masse, stato fisico, attività specifica, contenuto radioattività e condizioni di stoccaggio dei rifiuti, compresi il combustibile esaurito e le sorgenti dismesse. L’edizione 2019 – la prima edita dall’ISIN, operativo dall’agosto 2018 – rappresenta uno strumento a supporto delle attività istruttorie e di vigilanza dell’Ispettorato. Predisposto sulla base dei dati che annualmente i diversi operatori, ai quali compete la responsabilità primaria della detenzione e gestione in sicurezza dei rifiuti stessi, trasmettono all’Ispettorato, l’Inventario da oggi on line è aggiornato al 31 dicembre 2017. Per quel che concerne il materiale ad alta attività, va premesso che più del 90% del combustibile irraggiato delle quattro centrali nucleari nazionali dismesse non si trova più in Italia. E’ stato inviato in Francia e in Gran Bretagna, dove è stato riprocessato. Una quota è diventata materiale riutilizzabile, la parte residua, considerata rifiuto radioattivo, è stata stoccata in contenitori che faranno rientro nel nostro Paese. Il restante combustibile esaurito, non inviato all’estero e che ammonta oggi a sole 16 tonnellate, si trova nei siti Avogadro, ITREC, OPEC-1, CCR ISPRA (VA), LENA, TRIGA RC1. Il combustibile irraggiato è quel rifiuto che, rimosso dal nocciolo di un reattore, può essere considerato una risorsa riutilizzabile o può essere destinato allo smaltimento, se considerato radioattivo. L’attività radioattiva di queste sostanze, espresse in TBq (Terabequerel – 1012 Bequerel), vedono il Piemonte detenerne il valore maggiore (31.137 TBq), seguito da Lombardia (4.278), Basilicata (1.562) e Lazio (42). Non presente, invece, in Emilia Romagna, Campania e Puglia. Nel Deposito Avogadro, nel vercellese, è presente la maggior parte del combustibile irraggiato (31.137 TBq); seguono il Centro Comune di Ricerche di Ispra-Varese (4.271.6 TBq), ITREC (1.562), OPEC-1 (34,37), TRIGA RC1 (8,04) e LENA (6). Su un totale di 30.497,3 m3, è il Lazio la Regione con la maggiore “quantità” di rifiuti, con 9.241 m3, pari al 30,30% del totale; a seguire, la Lombardia, con 5.875 m3 (19,26%), il Piemonte, con 5.101 m3 di rifiuti radioattivi (16,73%), l’Emilia Romagna (3.211 m3 e una percentuale del 10,53%), la Basilicata (3.150 m3, pari al 10,33%) e la Campania (2.913 m3, pari al 9,55%). Fanalino di coda la Puglia, con 1.007 m3 di rifiuti radioattivi stoccati sul proprio territorio (pari al 3,3%). Un altro elemento riguarda le sorgenti sigillate dismesse che, benché non più utilizzate, rappresentano ancora un potenziale radiologico, anche se con intensità molto minori rispetto a quelle del combustibile irraggiato. Infatti tali attività vengono misurate i gigabequerel (GBq – 109 Bequerel) cioè un millesimo dei terabequerel con cui si misura il combustibile irraggiato. Con 891.867 GBq di attività, le sorgenti dismesse presenti nel Lazio sono caratterizzate dalla più consistente attività; seguono la Lombardia (3.496 GBq), il Piemonte (2.291) e l’Emilia Romagna (95). Le sorgenti dismesse non sono invece stoccate in Campania, Basilicata e Puglia. Infine sono inseriti nell’inventario anche i “materiali e rifiuti radioattivi derivanti da attività di bonifica”. Si tratta nella maggior parte dei casi di polveri e scorie di fusione a bassa attività radiologica che sono custodite in 15 siti, 13 in Lombardia e 2 nel Veneto. L’Inventario presenta alcune variazioni rispetto all’edizione aggiornata al dicembre 2016, edita dall’Istituto Superiore per la Ricerca Ambientale: in alcuni impianti (ad esempio, impianti SOGIN, installazioni LivaNova e del Centro Comune di Ricerca di Ispra-Varese), infatti, sono state effettuate caratterizzazioni radiologiche aggiornate dei rifiuti radioattivi presenti. In particolare, la Centrale di Latina ha aggiornato il contenuto di attività dei rifiuti radioattivi introducendo il contributo di alcuni radionuclidi non direttamente misurabili. Alcune variazioni sono state determinate dalle rivalutazioni, da parte di alcuni esercenti, della classificazione dei rifiuti radioattivi (come per il Deposito Avogadro); in alcuni casi è stato ricalcolato l’effetto del decadimento dell’attività. Sono state, inoltre, effettuate operazioni di trattamento dei rifiuti esistenti tramite supercompattazione e conseguente sostanziale riduzione dei volumi (Caorso, Trino, Latina, Garigliano, Eurex, ITREC) e prodotti, nel corso del 2017, nuovi rifiuti, in particolare a seguito di attività di bonifica (ad es. Garigliano e ITREC) e/o di smantellamento (Impianto Plutonio, CCR Ispra, Garigliano). Il link diretto all’Inventario ISIN: https://www.isinucleare.it/sites/default/files/contenuto_redazione_isin/inventario_isin_al_dicembre_2017.pdf

Al via il programma di mentoring promosso dalla AIN-Italian Nuclear Young Generation!

È partito, nei giorni scorsi, il programma di mentoring promosso dalla AIN-Italian Nuclear Young Generation (YG). Tre giovani componenti della nostra YG hanno avviato i primi contatti con i rispettivi mentor, personalità di primo piano nel mondo dell’industria nucleare. Il programma rappresenterà una opportunità unica di confronto one-to-one per crescere professionalmente e implementare un network qualificato. Per ulteriori informazioni sul programma, riservato a chi aderisce alla AIN-Italian Nuclear Young Generation, scrivete a: yg@associazioneitaliananucleare.it

L’AIN intervista Luca Capriotti, nuovo Presidente dell’International Youth Nuclear Congress (IYNC)

Ecco la nostra intervista all’Ing. Luca Capriotti, giovane ricercatore italiano presso l’Idaho National Laboratory, eletto nel marzo scorso alla presidenza dell’IYNC e componente della AIN-Italian Nuclear Young Generation.   Luca, innanzitutto cosa vuol dire per te presiedere un’organizzazione come la IYNC? Un grande onore e una grande responsabilità. È un’ esperienza formativa di leadership ed espansione del network personale che mi permette di ampliare le conoscenze del panorama globale del nucleare. La IYNC è una grande famiglia che collabora allo scopo di promuovere, formare e far connettere la futura classe di leader nel settore nucleare a livello globale. Rappresenta, ogni volta, un’ esperienza stimolante di interazione con colleghi e amici provenienti da tutto il mondo.   Quali sono le principali sfide per l’IYNC dopo il successo del congresso di Bariloche?   Dalla IYNCWIN18 a Bariloche (Argentina) è partito un messaggio chiaro: innovare. Innovare l’industria nucleare grazie all’energia dei giovani, pensando non solo alle tecnologie, ma anche all’ approccio alla comunicazione, che deve coinvolgere chi si trova al di fuori della nostra comunità. Innovare significa inoltre sviluppare attività che supportino la missione della IYNC al di là del congresso e aggiungano valore alla comunità delle YGN (Young Generation Network). L’organizzazione del congress (ogni due anni) è sempre una sfida eccitante; l’IYNC2020, che si terràa Sydney nel marzo 2020, sarà dedicato a un tema originale e di forte ispirazione: “Diversity in Nuclear”.   Vedendo la nuova composizione della vostra struttura operativa, abbiamo notato che sarà dedicata particolare attenzione alle attività di comunicazione/relazioni esterne. Puoi svelarci qualcosa in più? Negli ultimi due anni abbiamo posto le basi per lo sviluppo di nuovi strumenti come la newsletter e l’app utilizzata in occasione dell’ultimo congress. Vogliamo continuare su questa strada incrementando la nostra presenza sui vari social media e pensando anche alla geopolitica del nucleare civile, espandendoci ad esempio in Cina. Per quanto riguarda le relazioni esterne, l’IYNC ha stretto partnership con diverse organizzazioni che condividono con noi missioni e valori (come IAEA e Women in Nuclear Global). Una nostra prerogativa sarà quella di sviluppare sempre più, con queste organizzazioni, attività comuni nei prossimi anni.   Hai da subito aderito, con entusiasmo e partecipazione, alla nuova Young Generation italiana promossa dall’AIN. Quale pensi possa essere il contributo della nostra YG all’interno del dibattito internazionale?  L’Italia e le sue giovani generazioni sono molto ammirate a livello internazionale per il know-how nel settore. I giovani che costruiscono una carriera nel nucleare possono trarre benefici e supportare il panorama nucleare globale. La AIN-INYG è uno strumento importante per connettere I giovani professionisti, a livello nazionale ed internazionale, e per offrire opportunità formative  oltre che un aggiornamento costante sullo scenario internazionale.   Come molti tuoi colleghi italiani, dopo aver completato la formazione nel nostro Paese, hai scelto di lavorare all’estero. Credi che questo trend si possa invertire? Cosa si dovrebbe fare, a tuo giudizio, per convincere i nostri migliori talenti a rimanere o ritornare? Non mi reputo un cervello in fuga. La mia scelta di trasferirmi all’estero non è nata da necessità, ma dal desiderio di conoscere realtà diverse e nuove rispetto all’Italia. A mio giudizio, i provvedimenti attuati dagli scorsi governi non hanno avuto l’impatto sperato nel far rimanere o far ritornare I migliori talenti. Credo che occorra una volontà effettiva di riformare la cultura, offrendo ai giovani la possibilità di far parte dei processi decisionali e di cambiamento con la loro energia. Inoltre, sono a mio giudizio necessari un sistema basato su remunerazioni competitive a livello europeo / globale e benefici e promozioni basati su merito e performance.   Come vengono valorizzati negli Stati Uniti –  Paese nel quale vivi e lavori –  i giovani professionisti stranieri? E che consiglio potresti dare a un ragazzo che si sta laureando, oggi, nelle nostre università? Il percorso formativo in azienda è valorizzato come strumento per far crescere i giovani assunti ( attraverso, ad esempio, corsi di leadership, nuove conoscenze, soft skills). C’è libertà di esplorare nuovi interessi e proporre le proprie idee, vedendole realizzate, se valide, grazie al proprio lavoro. Per concludere, ho un consiglio da dare ai giovani che si affacciano al settore:avere il coraggio di provare nuove esperienze e di proporre le proprie idee. Allo stesso tempo, è necessario saper conoscere e valutare bene le opportunità che si presentano, basandosi sui propri punti di forza. Bisogna essere pronti a raccogliere ogni nuova sfida senza avere timore di sbagliare, fallire o cambiare idea.