Rifiuti radioattivi, sorgenti dismesse e combustibile irraggiato: tutti i numeri dell’Italia nel nuovo Inventario nazionale ISIN

Comunicato stampa – ISIN Il nuovo “Inventario nazionale dei rifiuti radioattivi” è disponibile online, sul sito web dell’Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione – ISIN (https://www.isinucleare.it). Il documento contiene informazioni relative a volumi, masse, stato fisico, attività specifica, contenuto radioattività e condizioni di stoccaggio dei rifiuti, compresi il combustibile esaurito e le sorgenti dismesse. L’edizione 2019 – la prima edita dall’ISIN, operativo dall’agosto 2018 – rappresenta uno strumento a supporto delle attività istruttorie e di vigilanza dell’Ispettorato. Predisposto sulla base dei dati che annualmente i diversi operatori, ai quali compete la responsabilità primaria della detenzione e gestione in sicurezza dei rifiuti stessi, trasmettono all’Ispettorato, l’Inventario da oggi on line è aggiornato al 31 dicembre 2017. Per quel che concerne il materiale ad alta attività, va premesso che più del 90% del combustibile irraggiato delle quattro centrali nucleari nazionali dismesse non si trova più in Italia. E’ stato inviato in Francia e in Gran Bretagna, dove è stato riprocessato. Una quota è diventata materiale riutilizzabile, la parte residua, considerata rifiuto radioattivo, è stata stoccata in contenitori che faranno rientro nel nostro Paese. Il restante combustibile esaurito, non inviato all’estero e che ammonta oggi a sole 16 tonnellate, si trova nei siti Avogadro, ITREC, OPEC-1, CCR ISPRA (VA), LENA, TRIGA RC1. Il combustibile irraggiato è quel rifiuto che, rimosso dal nocciolo di un reattore, può essere considerato una risorsa riutilizzabile o può essere destinato allo smaltimento, se considerato radioattivo. L’attività radioattiva di queste sostanze, espresse in TBq (Terabequerel – 1012 Bequerel), vedono il Piemonte detenerne il valore maggiore (31.137 TBq), seguito da Lombardia (4.278), Basilicata (1.562) e Lazio (42). Non presente, invece, in Emilia Romagna, Campania e Puglia. Nel Deposito Avogadro, nel vercellese, è presente la maggior parte del combustibile irraggiato (31.137 TBq); seguono il Centro Comune di Ricerche di Ispra-Varese (4.271.6 TBq), ITREC (1.562), OPEC-1 (34,37), TRIGA RC1 (8,04) e LENA (6). Su un totale di 30.497,3 m3, è il Lazio la Regione con la maggiore “quantità” di rifiuti, con 9.241 m3, pari al 30,30% del totale; a seguire, la Lombardia, con 5.875 m3 (19,26%), il Piemonte, con 5.101 m3 di rifiuti radioattivi (16,73%), l’Emilia Romagna (3.211 m3 e una percentuale del 10,53%), la Basilicata (3.150 m3, pari al 10,33%) e la Campania (2.913 m3, pari al 9,55%). Fanalino di coda la Puglia, con 1.007 m3 di rifiuti radioattivi stoccati sul proprio territorio (pari al 3,3%). Un altro elemento riguarda le sorgenti sigillate dismesse che, benché non più utilizzate, rappresentano ancora un potenziale radiologico, anche se con intensità molto minori rispetto a quelle del combustibile irraggiato. Infatti tali attività vengono misurate i gigabequerel (GBq – 109 Bequerel) cioè un millesimo dei terabequerel con cui si misura il combustibile irraggiato. Con 891.867 GBq di attività, le sorgenti dismesse presenti nel Lazio sono caratterizzate dalla più consistente attività; seguono la Lombardia (3.496 GBq), il Piemonte (2.291) e l’Emilia Romagna (95). Le sorgenti dismesse non sono invece stoccate in Campania, Basilicata e Puglia. Infine sono inseriti nell’inventario anche i “materiali e rifiuti radioattivi derivanti da attività di bonifica”. Si tratta nella maggior parte dei casi di polveri e scorie di fusione a bassa attività radiologica che sono custodite in 15 siti, 13 in Lombardia e 2 nel Veneto. L’Inventario presenta alcune variazioni rispetto all’edizione aggiornata al dicembre 2016, edita dall’Istituto Superiore per la Ricerca Ambientale: in alcuni impianti (ad esempio, impianti SOGIN, installazioni LivaNova e del Centro Comune di Ricerca di Ispra-Varese), infatti, sono state effettuate caratterizzazioni radiologiche aggiornate dei rifiuti radioattivi presenti. In particolare, la Centrale di Latina ha aggiornato il contenuto di attività dei rifiuti radioattivi introducendo il contributo di alcuni radionuclidi non direttamente misurabili. Alcune variazioni sono state determinate dalle rivalutazioni, da parte di alcuni esercenti, della classificazione dei rifiuti radioattivi (come per il Deposito Avogadro); in alcuni casi è stato ricalcolato l’effetto del decadimento dell’attività. Sono state, inoltre, effettuate operazioni di trattamento dei rifiuti esistenti tramite supercompattazione e conseguente sostanziale riduzione dei volumi (Caorso, Trino, Latina, Garigliano, Eurex, ITREC) e prodotti, nel corso del 2017, nuovi rifiuti, in particolare a seguito di attività di bonifica (ad es. Garigliano e ITREC) e/o di smantellamento (Impianto Plutonio, CCR Ispra, Garigliano). Il link diretto all’Inventario ISIN: https://www.isinucleare.it/sites/default/files/contenuto_redazione_isin/inventario_isin_al_dicembre_2017.pdf

Giornata AIN 2018, un’importante occasione di confronto sul tema del Deposito Nazionale

Si è tenuta mercoledì 10 ottobre, a Roma, la Giornata di Studio dell’Associazione Italiana Nucleare (AIN), dedicata quest’anno al tema del Deposito Nazionale per i rifiuti radioattivi, una grande sfida infrastrutturale che il nostro Paese dovrà affrontare avvalendosi delle migliori competenze industriali e scientifiche italiane. I lavori sono stati aperti dagli indirizzi di saluto del presidente dell’AIN, Umberto Minopoli, che ha espresso la volontà dell’associazione di contribuire a un dibattito aperto, in grado di supportare il percorso che porterà alla realizzazione del Deposito. Ha preso quindi la parola Fabio Chiaravalli (SOGIN) per illustrare ai presenti il “Progetto Nazionale per la Gestione dei Rifiuti Radioattivi” avviato da SOGIN: un programma ambizioso che prevede, per la realizzazione del Deposito Nazionale e del Parco Tecnologico, un investimento complessivo di circa 1,5 miliardi di euro. A questa somma potrà poi aggiungersi fino a un ulteriore miliardo di euro per progetti di ricerca del Parco Tecnologico, attraverso finanziamenti pubblici e privati. Migliaia saranno inoltre i posti di lavoro creati per costruire e mantenere in esercizio le infrastrutture: cifre significative che aiutano a comprendere il valore strategico dell’opera per il Paese. La Giornata ha potuto beneficiare anche della presenza di Yves Desbazeille del FORATOM, che ha offerto una panoramica del mercato nucleare europeo e delle nuove sfide che attendono il settore nei prossimi anni. A seguire gli interventi di Andrea Bianchi (Confindustria), Alessandro Ortis (già Presidente dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas) e di Lamberto Matteocci dell’ISIN. Quest’ultimo ha spiegato quali siano le principali funzioni e i compiti che il nuovo Ispettorato nazionale dovrà svolgere nelle fasi di localizzazione e approvazione del sito che ospiterà il Deposito. Ampio spazio è stato riservato, nel corso dell’evento, anche al settore medico, con le partecipazioni di Mauro Magnoni dell’AIRP e di Riccardo Schiavo dell’AIFA. Schiavo, in particolare, ha evidenziato l’importanza del Deposito Nazionale nell’ottica di una gestione dei rifiuti radioattivi di origine sanitaria che avvenga in assoluta sicurezza. Il panel degli interventi ha previsto poi i contributi di Piero Risoluti, già alla guida della Task Force per il Deposito dell’ENEA, che ha ripercorso le recenti fasi politiche legate al nucleare italiano e di Luigi Noviello (UNI) che ha efficacemente riassunto il quadro regolatorio e normativo del settore. Alberto Taglioni (Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma) ha infine parlato alla platea dell’impegno della Commissione Gestione Impianti Nucleari dell’Ordine, un esempio di eccellenza tra le rappresentanze professionali nazionali. Ha concluso i lavori Roberto Adinolfi (Ansaldo Nucleare), in qualità di componente dell’Ufficio di Presidenza dell’AIN. Nel ringraziare i partecipanti, Adinolfi ha inteso sottolineare il fondamentale ruolo della comunicazione verso il pubblico, che non può essere penalizzata da scelte politiche contingenti e da rinvii “tattici”. In tal senso è necessario che gli organismi tecnici,che nel corso della giornata hanno ampiamente convenuto sia sulla necessità che sulla possibilità tecnica di realizzare il Deposito Nazionale, si facciano parte attiva e promotrice del dibattito pubblico. L’AIN in tal senso dà la sua disponibilità quale polo di confronto per stimolare tutti gli interlocutori, anche a livello istituzionale, sui temi del Deposito Nazionale e del processo di comunicazione relativo. Di seguito le presentazioni tenute dai relatori Presentazione Dott. Fabio Chiaravalli (SOGIN) Presentazione Ing. Yves Desbazeille (FORATOM) Presentazione Ing. Matteocci (ISIN) Presentazione Ing. Luigi Noviello (UNI) Presentazione Dott. Riccardo Schiavo (AIFA) Presentazione Ing. Alberto Taglioni (Ord. Ing. Prov. Roma) Presentazione Dott. Magnoni (AIRP) Presentazione Ing. Piero Risoluti (già TF ENEA Deposito)

Il Deposito Nazionale: un’opportunità di sviluppo per il Paese

Si terrà mercoledì 10 ottobre, a Roma, la Giornata di Studio AIN intitolata “Disegniamo un futuro in sicurezza. Anche l’Italia deve entrare nella fase operativa per il deposito nazionale di smaltimento.” Il prossimo 10 ottobre, a partire dalle ore 9:30, si terrà a Roma, presso la ‘Sala Capranichetta’ dell’Hotel Nazionale (Piazza Montecitorio n.131), l’annuale Giornata di Studio dell’Associazione Italiana Nucleare (AIN), dedicata quest’anno al tema del Deposito Nazionale per i rifiuti radioattivi. L’evento rappresenterà l’occasione per un confronto a più voci, tra istituzioni, aziende ed enti di ricerca, sulle opportunità di sviluppo legate alla realizzazione del Deposito e sulla necessità di mettere al più presto in sicurezza i rifiuti radioattivi italiani, anche in osservanza degli impegni europei del Paese. La Giornata sarà aperta da Umberto Minopoli (Presidente dell’AIN) e vedrà una presentazione introduttiva di Fabio Chiaravalli (Direttore Deposito Nazionale e Parco Tecnologico di Sogin). A seguire numerosi altri interventi, tra i relatori previsti, solo per citarne alcuni: Ignazio Abrignani, Alessandro Dodaro, Lamberto Matteocci, Luigi Noviello, Piero Risoluti, Riccardo Schiavo e Alberto Taglioni. Ha garantito la sua partecipazione all’evento anche Yves Desbazeille (Direttore Generale del FORATOM) che discuterà con i presenti dell’attuale scenario internazionale. I lavori saranno conclusi poi, alle ore 13:30, dall’intervento dell’On. Barbara Saltamartini, Presidente della Commissione “Attività Produttive, Commercio e Turismo” della Camera dei Deputati. Per prendere in visione il programma della Giornata, cliccare QUI. Per partecipare, vi invitiamo a scrivere a aingiornata2018@gmail.com