Commissione Europea e nucleare: uno storico passo avanti

L’Associazione Italiana Nucleare accoglie con grande favore una decisione storica della Commissione Europea: l’inclusione della tecnologia nucleare nel novero delle sorgenti energetiche necessarie per il raggiungimento dell’obiettivo al 2040 di ridurre le emissioni di gas ad effetto serra del 90% rispetto a quelle del 1990. In tale ambito, la Commissione Europea ha anche lanciato la European Industrial Alliance on Small Modular Reactor che, assieme alle altre tecnologie energetiche a basso contenuto di carbonio, consentirà all’Europa di migliorare la propria indipendenza energetica nonché di accelerare nel processo di decarbonizzazione dell’intero settore energetico. La nuova iniziativa è di estremo interesse anche per l’industria italiana che è già ben posizionata in Europa per la partecipazione ai progetti di sviluppo e realizzazione di SMR. L’esperienza che verrà acquisita avrà una benefica ricaduta per le future realizzazioni in Italia, consentendo di massimizzare il contributo dell’industria nazionale e di ridurre tempi e costi per un nostro rientro nel settore. A breve sarà pubblicato un bando per l’adesione all’Alleanza. Tutte le organizzazione giuridiche pubbliche e private che soddisfano una serie di criteri di ammissibilità possono richiedere l’adesione a questa Alleanza. Inoltre, in marzo 2024 si terrà un evento di divulgazione dell’iniziativa che riguarderà la portata, gli obiettivi e le attività dell’Alleanza.   Per approfondire: https://www.nucleareurope.eu/press-release/commission-launches-european-industrial-alliance-on-smrs/https://www.nucleareurope.eu/press-release/nucleareurope-welcomes-net-zero-industry-act-provisional-deal/  

Net-Zero Industry Act: nucleare non può mancare

Tra pochi giorni la Commissione Europea pubblicherà il Net-Zero Industry Act, considerata la risposta euopea all’Inflation Reduction Act statunitense. Dopo la pubblicazione, il Parlamento Europeo e gli Stati Membri la discuteranno. Sebbene il nucleare fosse stato inizialmente incluso, la scorsa settimana è stato rimosso su richiesta di alcuni Commissari. Condividiamo la richiesta di nucleareurope di ritrattare questa decisione e siamo firmatari della lettera aperta pubblicata oggi. Riportiamo qui sotto una nostra traduzione, l’originale si può trovare a questo link. Nostra traduzione della Lettera aperta che chiede l’inclusione del nucleare come tecnologia strategica ai sensi del Net-Zero Industry Act I firmatari di questa lettera accolgono con favore l’iniziativa Green Deal Industrial Plan lanciata di recente, che mira a sostenere gli sforzi di decarbonizzazione dell’UE, garantire la sicurezza dell’approvvigionamento, rafforzare la resilienza europea e affrontare l’accessibilità economica. Il Net-Zero Industry Act (NZIA) è una parte importante di questo piano in quanto porrà le basi per gli attori industriali negli anni a venire e determinerà il grado di autonomia strategica dell’UE in termini di tecnologie necessarie per la transizione energetica. Non solo il nucleare rappresenta la quota maggiore del mix elettrico dell’UE (attualmente circa il 25% di tutta l’elettricità prodotta e il 50% dell’elettricità a basse emissioni di carbonio), il settore nucleare europeo è composto da una capacità produttiva altamente qualificata con sede nell’UE. La catena del valore nucleare è attualmente ben consolidata in diversi Stati membri dell’UE. Con un fatturato annuo di circa 100 miliardi di euro, il settore ha un impatto significativo (sia diretto che indiretto) sul PIL dell’UE (circa 500 miliardi di euro secondo un rapporto del 2019 di Deloitte). Le tecnologie nucleari sono fondamentali per decarbonizzare in modo significativo i settori industriali (ad es. estrazione mineraria, produzione di acciaio, prodotti chimici, aviazione…) in quanto forniscono grandi volumi di elettricità a basse emissioni di carbonio e potenzialmente anche calore, vapore e idrogeno in futuro. L’UE padroneggia tutte le tecnologie nel ciclo del combustibile. Oltre ai grandi reattori esistenti, le tecnologie dei reattori modulari piccoli e avanzati (SMR e AMR) si stanno sviluppando rapidamente e si prevede che tutte forniranno un contributo significativo agli obiettivi strategici europei. Inoltre, il valore apportato dal nucleare va oltre l’energia. Ad esempio, il settore nucleare europeo è un attore importante in campo medico fornendo tecnologie diagnostiche e terapeutiche essenziali. Garantire la sovranità su tutte queste applicazioni significa anche aumentare la produzione europea della fornitura di combustibile nucleare. Il sostegno al mantenimento di questa catena del valore europea è essenziale affinché l’industria nucleare possa fornire quanto necessario per raggiungere Net Zero entro il 2050. L’industria nucleare europea ha individuato due sfide importanti che interesseranno la flotta nucleare esistente e i progetti di nuova costruzione: Mantenere e sviluppare la filiera nucleare europea Attirare lavoratori qualificati e rivitalizzare i programmi di istruzione e formazione sul nucleare Questi due aspetti sono al centro degli obiettivi della NZIA. Gli Stati Uniti hanno riconosciuto l’importanza di sostenere il proprio settore nucleare includendolo nell’ambito dell’Inflation Reduction Act. Sostenendo il settore nucleare europeo attraverso la NZIA, l’UE rimarrà un attore chiave nella competizione globale per le tecnologie pulite. Tenendo conto di tutti questi elementi, non vediamo motivi validi per cui questa tecnologia pulita dovrebbe essere esclusa dalla NZIA, in particolare dato che le attività nucleari sono state – giustamente – incluse nella tassonomia della finanza sostenibile. Insistiamo pertanto sull’inclusione del nucleare come tecnologia strategica ai sensi del Net-Zero Industry Act.  

11 Ministri EU per il nucleare: Italia mancante

A Stoccolma, undici Paesi (Francia, Finlandia, Paesi Bassi, Polonia, Romania, Slovacchia, Bulgaria, Croazia, Slovenia, Repubblica Ceca e Ungheria) hanno riaffermato congiuntamente la loro volontà di rafforzare la cooperazione tra i settori nucleari nazionali e di utilizzare l’energia nucleare tra “i tanti strumenti che ci permetteranno di raggiungere gli obiettivi climatici, grazie alla generazione di potenza e per garantire la sicurezza di approvvigionamento elettrico ed energetico”.   L’Associazione Italiana Nucleare ritiene che l’Italia, con la sua forte dipendenza energetica dall’estero, è vitalmente interessata alla valorizzazione di un ruolo del nucleare nelle politiche energetiche europee, al quale potrà contribuire con proprie competenze scientifiche ed industriali. Insieme alle fonti rinnovabili intermittenti, la generazione elettrica da nucleare, continua e pulita, potrà essere integrata con le rinnovabili, in una riforma del mercato elettrico europeo, come fonte in grado di assicurare la fornitura continua, la sicurezza delle reti e la minore dipendenza dall’importazione di fonti fossili. Consideriamo un errore del nostro Paese non aver partecipato all’incontro di Stoccolma e confidiamo sul ruolo futuro del governo italiano nella costruzione di un sistema energetico integrato in Europa con il contributo, indispensabile, dell’energia nucleare.     Joint press release: strengthening cooperation on nuclear energy between European Member States On the occasion of the Energy Ministers informal Council in Stockholm, the Ministers and high level representatives of 11 Member-States* met this morning with the Commission and the Presidency to reassert jointly their will to strengthen European cooperation in the field of nuclear energy. In keeping with the Euratom Treaty objectives, promoting research and disseminating technical information, setting uniform safety standards in line with the best international practices, and reinforcing industrial cooperation in the development of European nuclear power capacities are important objectives of common energy policy. The Ministers agreed to foster closer cooperation between their national nuclear sectors to ensure the best cooperations across supply chains and explore joint training programs and industrial projects, in order to support new projects, including based on innovative technology, as well as exploitation of existing power plants. They also discussed the possibilities for further scientific cooperation and coordinated deployment of best practices in the field of safety. Nuclear energy is a one of many tools for achieving our climate targets, as a baseload power generation and for security of supply.   *Bulgaria, Croatia, Czech Republic, France, Hungary, Finland, Netherlands, Poland, Romania, Slovakia, Slovenia.     Courtesy translation of the joint press release in Italian Rafforzamento della cooperazione tra i Paesi Membri dell’Unione Europea sul tema dell’energia nucleare In occasione dell’incontro informale dei Ministri dell’Energia dell’Unione Europea a Stoccolma, i Ministri e rappresentanti di 11 Paesi Membri (Francia, Finlandia, Paesi Bassi, Polonia, Romania, Slovacchia, Bulgaria, Croazia, Slovenia, Repubblica Ceca e Ungheria) si sono incontrati con la Commissione e Presidenza Svedese per riaffermare congiuntamente la volontà di rafforzare la cooperazione Europea sull’energia nucleare. In linea con gli obiettivi Euratom, la promozione della ricerca e la diffusione di informazioni tecniche, uniformare le misure di sicurezza in linea con le migliori pratiche adottate internazionalmente, rafforzare la cooperazione industriale per sviluppare capacità nucleare Europea sono obiettivi importanti di politica energetica comune. I Ministri hanno convenuto di rafforzare la cooperazione tra i loro settori nucleari nazionali per garantire la miglior cooperazione nella catena di fornitura, nei programmi di formazione e di progetti industriali, in modo da supportare nuovi progetti, basati su tecnologie nucleari innovative, così come per lo sfruttamento delle centrali nucleari esistenti. Si è inoltre discusso della possibilità di ulteriore cooperazione scientifica e di un’applicazione coordinata delle migliori pratiche nell’ambito della sicurezza. L’energia nucleare è una dei tanti strumenti che ci permetteranno di raggiungere gli obiettivi climatici, grazie alla generazione di potenza e per garantire la sicurezza di approvvigionamento elettrico ed energetico.       Scarica la nota qui Foto: EU energy ministers meeting in Stockholm (Image: European Council)

La tassonomia UE che include il nucleare approvata in Europarlamento!

La tassonomia europea che include l’energia nucleare viene approvata dalla plenaria dell’Europarlamento! Usando le parole della Commissaria McGuinness nel suo discorso di ieri alla camera, questo è stato un provvedimento molto discusso. Ma il pragmatismo e il realismo hanno avuto la meglio in questo voto odierno. La necessità di aumentare molto gli investimenti nella transizione ecologica e nella sicurezza energetica dell’Unione Europea trova un alleato in questo provvedimento. Insieme al nucleare, anche alcune specifiche attività che comprendono il gas trovano spazio: “La verità è che il gas è un combustibile fossile, non è green. Ma alcuni Stati Membri che stanno abbandonando alcuni combustibili fossili ‘sporchi’ potrebbero aver bisogno del gas per supportare la transizione.” diceva ieri la Commissaria Infine è bene ricordare che la Tassonomia delle attività sostenibili appena approvata rimane uno strumento volontario per guidare gli investimenti privati ed aiutarci a raggiungere i nostri obiettivi climatici. Non c’è quindi nessun obbligo per gli Stati Membri, che rimangono i titolari delle decisioni sul mix energetico nazionale. Ciò non toglie la nostra soddisfazione come Associazione Italiana Nucleare nel veder vincere la scienza e la lungimiranza sull’energia che ogni giorno -e speriamo ancora di più in futuro- ci assicura energia pulita, abbondante e sicura!

La Commissione ha votato: Nucleare in Tassonomia

Lo scorso 2 febbraio la Commissione Europea ha approvato l’atto delegato Taxonomy Complementary Climate che include, sotto specifiche condizioni, anche nucleare e gas. Dopo la traduzione in tutte le lingue ufficiali, verrà trasmesso al Parlamento e al Consiglio Europeo che avranno 4 mesi (con una possibile proroga di altri 2 mesi) per analizzarlo. Per bocciare il provvedimento, come per tutti gli altri atti, al Parlamento sarà necessaria la maggioranza semplice (353 parlamentari) e al Consiglio almeno 20 Stati membri (72%) che rappresentino almeno il 65% della popolazione. Se non sarà rifiutato, entrerà in vigore il 1 gennaio 2023.   Ma facciamo un passo indietro. La Tassonomia rientra nell’European Green Deal, la strategia di crescita che punta a migliorare il benessere e la salute dei cittadini, rendere l’Europa climaticamente neutrale entro il 2050 e proteggere, conservare e migliorare il patrimonio naturale e la biodiversità. Per raggiungere questi obiettivi saranno necessari molti investimenti privati: la tassonomia ha proprio l’obiettivo di guidarli, creare un linguaggio comune per identificare progetti e attività economiche che abbiano un sostanziale impatto positivo sul clima e l’ambiente. La classificazione definita nella Tassonomia non determina se una data tecnologia sarà parte o no del mix energetico degli Stati membri, ma ha l’obiettivo di guidare la transizione indicando tutte le possibili soluzioni che abbiano una dimostrata base scientifica.   Naturalmente la notizia è stata accolta da perplessità, per usare un eufemismo, da molti media ed esponenti politici. A rispondere indirettamente è la Commissaria UE alla finanza sostenibile, Mairead McGuinness: “Gli Stati membri restano pienamente responsabili delle proprie strategie energetiche”. La tassonomia “non rende obbligatori investimenti in alcuni settori” né “proibisce certi investimenti”. Resta perciò “Uno strumento volontario”. L’atto delegato “può essere imperfetto ma è una vera soluzione che ci spinge ulteriormente verso il nostro obiettivo finale di neutralità del carbonio, credo che abbiamo trovato un equilibrio tra opinioni molto differenti”, assicurando che “il Collegio dei Commissari lo ha approvato esprimendo un sostegno schiacciante”. “Oggi dobbiamo accettare delle soluzioni imperfette” per accelerare la decarbonizzazione perché “abbiamo solo 30 anni”. La Tassonomia sarà “forse imperfetta, ma è una soluzione reale”.   Per quanto riguarda l’energia nucleare, sono ammessi i progetti realizzati entro il 2045 per cui si dimostri di avere un piano operativo di smaltimento delle rifiuti ad alta attività operativo entro il 2050 -oltre a modalità attive di gestione e smaltimento dei rifiuti radioattivi a bassa e media attività. Naturalmente a condizione che si rispettino i più alti standard di sicurezza, imposti dai trattati internazionali – come del resto è già previsto. Sulla questione dei rifiuti radioattivi “vogliamo sottolineare – ha spiegato Mairead McGuinness – che vi è una clausola di revisione, perché questo è un documento vivente: ogni tre anni dovremo esaminare i criteri quando parliamo della migliore tecnologia disponibile che è probabile che si evolva nel tempo quando si tratta di rifiuti”. In Tassonomia viene anche esplicitata la necessità per i nuovi progetti di utilizzare combustibile resistente agli icidenti (ATF Accident Tolerant Fuel) e che le emissioni di gas serra per l’intero ciclo di vita debbano essere inferiori a 100g CO2e/kWh – soglia che non desta grandi preoccupazioni.   In definitiva – finalmente – all’energia nucleare viene riconosciuto il merito: una fonte affidabile, sicura, pulita che nelle previsioni della Commissione rimarrà parte del nostro mix energetico ben oltre il 2050.   Che ne pensate? È un passo nella giusta direzione?