Il Governo estone valuta il ricorso al nucleare

Il Governo estone ha mosso il primo passo formale che potrebbe preludere allo sviluppo di un programma nucleare nel Paese baltico. E’ stato infatti costituito il Nuclear Energy Working Group (NEPIO), con l’intento di valutare i benefici dell’introduzione del nucleare nel mix energetico. Ad oggi, l’Estonia ha il poco invidiabile primato del mix elettrico a più alta intensità di carbonio non solo dell’Unione Europea, ma di tutti i Paesi membri della International Energy Agency (IEA), con un contributo del carbone pari a circa il 75% del fabbisogno. La decisione del Governo fa seguito agli sforzi messi in atto da Fermi Energia, organizzazione che dal 2019 ha acceso il dibattito sulla transizione energetica in Estonia proponendo la soluzione nucleare con il supporto di studi sull’impiego dei piccoli reatori modulari (SMR) e su tecnologie innovative per lo stoccaggio dei rifiuti radioattivi in profondità.

Nucleare nel mondo: le notizie di febbraio

Russia: la Federazione Russa è sulla buona strada per costruire il primo reattore a neutroni veloci raffreddato a piombo. Nei giorni scorsi la Siberian Chemical Combine ha ottenuto dal regolatore russo la licenza per la costruzione del BREST-OD-300 presso il sito di Seversk, in Siberia. Si tratta di un processo di licenziamento complesso che ha dovuto tenere conto delle molte caratteristiche innovative del reattore, dal raffreddamento a piombo alle specifiche strutturali del vessel e delle strutture idrauliche. L’azienda assegnataria del contratto di Costruzione è la Titan-2, già impegnata nella costruzione di Akkuyu in Turchia e di Hanhikivi in Finlandia. Il completamento della centrale è previsto nel 2026. Oltre al reattore, di 300 MWe, sorgerà presso il sito un impianto di fabbricazione e rifabbricazione del combustibile a nitruri di uranio e plutonio, adatto anche al trattamento del combustibile esausto, rendendo possibile chiudere il ciclo del combustibile nucleare sul medesimo sito. L’equipaggiamento per il rifornimento del combustibile sarà prodotto dalla controllata di Rosatom CKBM Le naturali proprietà del piombo e le caratteristiche di progetto del nocciolo e dell’impianto di raffreddamento fanno del BREST-OD-300 un reattore a sicurezza intrinseca estremamente elevata. Estonia: il piccolo Paese baltico, il cui mix elettrico è il più inquinante d’Europa, non intende perdere tempo e guarda con decisione agli Small Modular Reactors (SMR) per raggiungere i propri obiettivi di decarbonizzazione e di sicurezza degli approvvigionamenti. A tale scopo intende costruire quanto prima il contesto regolatorio e istituzionale necessario ad avviare un programma nucleare. L’ambizioso obiettivo, rilanciato in una recente conferenza da Fermi Energia, organizzazione promotrice degli SMR in Estonia, è quello di abbandonare la produzione elettrica da olii combustibili entro il 2035. Nell’ambito della stessa conferenza è stata firmata la dichiarazione denominata Tallinn Declaration on the Future of SMR Licensing, cui hanno aderito nove realtà professionali e industriali di altrettanti Paesi europei, il cui obiettivo è la definizione di un approccio pragmatico al processo di licenziamento degli SMR, la standardizzazione internazionale dei design e l’armonizzazione internazionale dell’assetto regolatorio che possibilmente ponga le basi per una sorta di certificazione unica internazionale dei progetti, che ne faciliterebbe la commercializzazione. Regno Unito: Rolls-Royce è in procinto di completare lo studio di fattibilità dei propri SMR dunque procederà ad assicurare le linee di finanziamento necessarie. Nel 2024, secondo Paul Stein, Chief Technology Officerdella compagnia, inizierà il processo di licenza con il Generic Design Assessment, che dovrebbe condurre al dispiegamento dei primi esemplari della flotta entro il 2030. Un reattore modulare Rolls-Royce dovrebbe avere una potenza di circa 450 MW, abbastanza per servire una città come Leeds, e potrà essere utilizzato anche per la produzione di calore industriale/residenziale o per la produzione di idrogeno o carburanti di sintesi. Il costo dell’energia prodotta è stimato sui 56-84$/MWh, dalla quinta unità installata in poi (nth-of-a-kind), quindi molto competitivo anche rispetto a fonti rinnovabili e gas naturale. Sarà inoltre un reattore ad elevata sicurezza, ed isolato sismicamente per una eccellente protezione in caso di terremoto. USA: General Atomics ha completato la costruzione e i test del primo dei nove magneti superconduttori che costituiranno il Solenoide centrale di ITER, il progetto internazionale di prototipo di reattore a fusione cui partecipa anche l’Italia. Il modulo fa parte del più ampio contributo degli Stati Uniti al progetto ITER, e verrà spedito al sito di costruzione francese di Cadarache nel corso del 2021.

L’Estonia guarda agli SMR e ad un’innovativa gestione dei rifiuti nucleari

L’Estonia è attualmente il Paese con la produzione elettrica a maggiore intensità di carbonio d’Europa, con il carbone che solitamente copre circa due terzi dei consumi. Naturale dunque che guardi al nucleare come possibile via per la decarbonizzazione del settore energetico. Fermi Energia, una società estone fondata da professionisti dell’energia e del nucleare, ha dunque lanciato nel 2019 uno studio di fattibilità per l’impiego nel Paese dei piccoli reattori modulari (SMR), con l’obiettivo di avviarne lo sviluppo a partire dal 2030. Nel contempo, Fermi Energia ha iniziato a vagliare le possibilità tecnologiche di gestione dei rifiuti nucleari che meglio si adattino ad una flotta di SMR. Il combustibile esausto delle centrali nucleari, essendo un rifiuto ad alta attività e a lunga emivita, deve essere definitivamente stoccato in un deposito geologico di profondità, dove possa permanere, sotto controllo ma indisturbato, per il tempo necessario – decine di migliaia di anni – alla riduzione della sua attività. Tuttavia, pochi Paesi hanno fino ad ora intrapreso la costruzione di questo tipo di deposito, dati i costi ingenti e le lunghe procedure di localizzazione e costruzione. Per questo motivo, Fermi Energia guarda ad una modalità di stoccaggio alternativa proposta dalla società californiana Deep Isolation. L’idea consiste nell’applicazione di tecnologie di trivellazione orizzontale profonda, già utilizzate nel campo degli idrocarburi non convenzionali (fracking), per stoccare i canestri dei rifiuti nucleari a profondità di circa 1500 metri, in opportune formazioni geologiche impermeabili e facilmente fratturabili (scisti argillosi, o shales). Lo studio promosso a riguardo da Fermi Energia (che sarà presentato online il prossimo 9 febbraio) dimostra che gran parte dell’Estonia ricade su formazioni geologiche adatte a questo tipo di stoccaggio. I benefici di questa tecnologia sarebbero anche economici, in quanto sia i costi sia i tempi di costruzione sarebbero di molto contenuti rispetto ad un deposito geologico tradizionale. Ad esempio, se gli scavi di un deposito geologico possono richiedere decenni, la perforazione di un pozzo di profondità richiede settimane. La sicurezza inoltre sarebbe accentuata dal fatto che i rifiuti risiederebbero ad una profondità maggiore rispetto al deposito geologico convenzionale (1550 contro 500 metri). Anche in questo caso i canestri che contengono i rifiuti sarebbero accessibili per un certo periodo di tempo, potendo essere recuperati in superficie per controlli. Nel gennaio 2019, Deep Isolation ha effettuato una dimostrazione pilota di questa tecnologia, spedendo a 600 metri di profondità e successivamente recuperando un fac-simile di canestro.