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Webinar by Andrea Zoia (CEA, France): “The Chicago Piles:  a scientific adventure that changed the world ”  

This is to announce our webinar to be held on Friday, May 23 – 2025 , at 15.00 (CET) The webinar is entitled “The Chicago Piles:  a scientific adventure that changed the world ”   and will be delivered by Andrea Zoia, CEA, France. Please register ASAP at the link: https://events.teams.microsoft.com/event/0b59d737-0e8c-4e61-8d69-d53a25d149cb@c7456b31-a220-47f5-be52-473828670aa1 Enclosed are the announcement leaflets and the .ics files, with prayer of broad diffusion among potentially interested persons.

Monti (Presidente AIN): l’Italia deve reagire ora o non ce la farà

«Ho ancora il sogno ma ora occorre concentrarsi, in maniera più pragmatica, sulle azioni concrete da mettere a terra nel prossimo periodo». Con queste parole il presidente di Ain, Stefano Monti, ha dato inizio ai lavori dell’evento annuale di Associazione Italiana Nucleare. «Ricordo – ha proseguito Monti – che oggi siamo qui per riprendere un dibattito fondamentale a cui il nostro Paese non può sottrarsi se vuole inserirsi in un contesto non solo europeo ma internazionale. Ringrazio tutte le autorità che sono intervenute e che hanno consentito di avere una visione più chiara sul futuro energetico della Nazione». L’evento di oggi, organizzato e promosso dall’Ain, aveva lo scopo di elaborare e rappresentare posizioni e opinioni qualificate concernenti l’impegno delle industrie nucleari nei progetti all’estero di prossima realizzazione e le condizioni di base necessarie per riaprire concretamente l’opzione nucleare nel nostro Paese. Un dibattito, dunque, di ampio respiro che, del resto, sta influenzando le strategie dei Paesi che hanno ratificato l’accordo di Parigi sul clima del 2015 e che si trovano impegnati, con azioni tangibili e sempre più incisive, a diminuire drasticamente l’utilizzo dei combustibili fossili – ritenuti i maggiori responsabili delle emissioni in atmosfera di gas climalteranti di origine antropica – fino a raggiungere la neutralità delle emissioni carboniche entro il 2050. Si tratta di una trasformazione epocale dell’economia e dell’intero settore energetico, oggigiorno ancora dominato da petrolio, gas naturale e carbone. «È tempo di iniziare con azioni concrete – ha concluso Monti – poiché l’Italia è già in rincorsa e se non ci muoviamo subito rischiamo di rimanere definitivamente indietro. Ripeto, non si tratta più di avere sogni nel cassetto ma di agire, se è vero, come emerso dall’ultimo Cop 28, che occorre triplicare la produzione di energia da fonte nucleare entro il 2050».     Per rivedere la registrazione dell’evento potete seguire questo link.

Clima, serve una reazione

Implementare urgentemente azioni concrete verso la transizione energetica e verso il quasi totale abbandono del fossile, combinando le fonti energetiche a basso impatto nel modo più conveniente ed efficiente. Da questa fondamentale premessa parte il convegno organizzato e promosso dall’Associazione italiana Nucleare per discutere insieme con personalità, enti, istituzioni, imprese come l’Italia possa contribuire in maniera rilevante agli ambiziosi obiettivi dell’Unione Europea per uno sviluppo sostenibile fissati dal Fit for 55, nonché agli impegni della COP26 che prevedono, in tempi brevi, un forte abbattimento delle emissioni di anidride carbonica. Nello specifico, nella giornata di domani, martedì 5 dicembre a partire dalle ore 9 presso il Teatro Eliseo di Roma (via Nazionale 183) oltre che a fotografare la situazione internazionale ed europea riguardante i temi sempre più cruciali dell’energia e dell’ambiente, saranno illustrate posizioni e opinioni qualificate concernenti le iniziative e questioni nucleari. Nonostante il lungo periodo di sostanziale disinteresse al tema nucleare conseguente al referendum del 2011, l’Italia non può tirarsi indietro: contribuire in maniera rilevante agli ambiziosi obiettivi dell’Unione Europea, che non può escludere il rilancio dell’energia nucleare, sia in termini di immediata partecipazione a programmi all’estero per nuove costruzioni ed estensione di vita degli impianti esistenti sia, in prospettiva, rendendo possibile la copertura di una significativa quota del fabbisogno energetico nazionale al 2050 con impianti di potenza sul territorio nazionale. Non è un caso se lo stesso presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in occasione della 28esima Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, ha sostenuto che in questo ambito bisogna avere “un approccio non ideologico ma pragmatico”. La premier ha assicurato, inoltre, di non avere “preclusioni”. È bene ricordare che alla Cop28 è stata ribadita la necessità di triplicare la capacità energetica nucleare mondiale entro il 2050 per ridurre la dipendenza dal carbone e dal gas. Questa, secondo una ventina di paesi partecipanti alla Conferenza di Dubai tra cui Usa, Giappone e Francia, la ricetta per ridurre le emissioni di gas serra e combattere il surriscaldamento climatico.

C’è intesa sul nucleare tra Russia e Brasile

In un recente incontro a Mosca, i Presidenti Putin e Bolsonaro hanno discusso della costruzione di reattori nucleari di piccola potenza a terra e offshore. I due Paesi già nel 2017 avevano stretto un accordo per promuovere la cooperazione in ambito nucleare, grazie ad un memorandum d’intesa firmato da Rosatom e Brazil’s Electrobras and Electonuclear. Il Brasile al momento ha due reattori che generano circa il 3% dell’elettricità e si prevede che i lavori dell’unità 3 dell’impianto di Angra riprenderanno a breve, dopo uno stop di sette anni. Il mese scorso è anche iniziata l’identificazione di nuovi siti per costruire nuove centrali che possano essere operative entro il 2050. Il presidente russo ha dichiarato: “Rosatom esporta combustibile per le centrali nucleari brasiliane e radioisotopi per scopi medici. Rosatom è anche interessata a partecipare alla costruzione di nuove unità di potenza in Brasile, comprese centrali di piccola potenza, sia a terra che centrali galleggianti, perché ha tecnologie ed un’esperienza unica e vasta che non sono disponibili in altri Paesi del mondo”. Le parole del presidente Bolsonaro vanno nella stessa direzione: “Abbiamo un vasto potenziale per sviluppare una cooperazione nell’ambito del petrolio, prodotti petroliferi e gas naturale.” e ha aggiunto “Siamo interessati alle piccole centrali nucleari”. Inoltre hanno espresso l’intenzione di estendere il dialogo anche ad opportunità come la produzione offshore di idrocarburi, lo sviluppo dell’idrogeno oltre l’energia nucleare.   riadattato da World Nuclear News, immagine: kremlin.ru