Ungheria: approvati due nuovi reattori russi

L’ente regolatore ungherese ha concesso l’autorizzazione a costruire per due nuovi reattori nucleari Rosatom, frutto di un accordo del 2014 del Primo Ministro Orban e il Presidente Putin. I due VVER-1200 verranno installati nell’impanto di Paks, si prevede fine lavori nel 2030 ed un costo di 12.5 miliardi di euro. La situazione geopolitica naturalmente ha portato incertezza nel progetto, che al momento sembra però continuare sulla sua strada. Come riportato da NucNet infatti l’energia nucleare non è soggetta alle sanzioni dell’Unione Europea per l’invasione russa dell’Ucraina.

Nucleare nel mondo: l’Ungheria

Per la nostra serie Nucleare nel mondo pubblichiamo questo contributo del nostro socio ing. Massimo Rogante, anche membro dell’Associazione Nucleare Ungherese (Magyar Nukleáris Társaság – MNT) e Componente Italiano del Comitato Scientifico Internazionale del Centro Neutronico di Budapest. La scienza e l’ingegneria nucleare in Ungheria vantano una lunga ed eccellente tradizione, con la presenza di due importanti siti: la centrale nucleare di Paks e il reattore di ricerca di Budapest. La prima – l’unica nel Paese per la produzione d’energia elettrica – costruita sulla riva destra del Danubio, 5 km a sud di Paks, dista circa 115 km da Budapest. Le quattro unità del reattore del progetto russo VVER-440 svolgono un ruolo significativo nella produzione d’elettricità in Ungheria da quasi quattro decenni. L’unità 1 fu collegata alla rete elettrica nazionale nel 1982. La centrale genera attualmente quasi la metà dell’elettricità totale prodotta nel Paese e garantisce un terzo dell’elettricità consumata. All’inizio degli anni 2000, a Paks è stato implementato un programma completo di miglioramento della sicurezza, seguito da un progetto d’aumento di potenza, che dalla capacità di 400 MW originariamente installata ha raggiunto i 500 MW. L’Autorità ungherese per l’energia atomica ha rilasciato nel 2015 una licenza per attuare il cosiddetto ciclo del combustibile di 15 mesi. In virtù di tale progetto, nel 2017 la MVM Paks Nuclear Power Plant Ltd. ha vinto a Bilbao l’International Quality Innovation Award. Le unità di potenza di Paks sono caratterizzate da un fattore d’alta disponibilità, che lo scorso anno è stato in media del 91%. Nell’anno 2000, seguendo le tendenze internazionali, la Paks Nuclear Power Plant ha lanciato un progetto volto a prolungare di altri 20 anni la durata delle unità della centrale. Sulla base delle licenze ottenute, le unità di potenza VVER-440 risultano quindi utilizzabili sino al 2032-2037. Riconoscendo l’importanza del nucleare nell’approvvigionamento energetico del Paese, il Parlamento Ungherese, a stragrande maggioranza, ha espresso nel 2009 il proprio consenso ai preparativi per la realizzazione a Paks di nuove unità. Per supportare tale costruzione, nel 2012 è stata costituita una società indipendente, la MVM Paks II Ltd. (attualmente, Paks II Ltd.). Nel 2014 è stato firmato un accordo intergovernativo ungherese-russo per la costruzione di due nuove unità di potenza del tipo VVER-1200 appartenenti alla generazione 3+, con una capacità di 1200 MW ciascuno. Per la costruzione di tali unità nucleari (note come Nuclear Power Plant Paks II) è stato stipulato un contratto chiavi in mano tra Paks II Ltd. e il Contraente del Progetto, vale a dire la società d’ingegneria appartenente a Rosatom che opera oggi col nome di JSC ASE EC. Il modello chiavi in mano significa che NPP Paks II sarà consegnato insieme a tutte le attrezzature e gli ausiliari necessari, con contenuto tecnico determinato, pronto per il funzionamento commerciale, con qualità fissa e ad un determinato prezzo. Per la realizzazione del progetto sono necessari più di seimila permessi e licenze. Le più importanti sono le cosiddette licenze a livello di struttura, comprese la licenza ambientale (ottenuta nel 2016), quella del sito (ottenuta nel 2017), quella d’implementazione e quelle per la messa in servizio e il funzionamento. La cosiddetta licenza di costruzione elettrica dell’Autorità di regolamentazione Ungherese per l’Energia e i Servizi Pubblici è stata ottenuta dal progetto Paks II nel 2020. All’inizio del 2021, il numero di licenze ottenute era superiore a cinquecento. Il prossimo importante traguardo nell’implementazione del progetto è la licenza d’implementazione, che sarà rilasciata dall’Autorità Ungherese per l’Energia Atomica e che dovrebbe essere ottenuta da Paks II Ltd. nell’autunno del 2021. Il progetto potrà quindi ottenere ulteriori licenze, che consentiranno di avviare i lavori effettivi relativi a costruzione, produzione, approvvigionamento e installazione di nuove unità. Ottenute le necessarie licenze, le attività preparatorie del terreno potranno avviarsi entro la fine dell’anno corrente. Parallelamente alle procedure d’autorizzazione, è in corso la realizzazione dei primi edifici sul sito dei lavori di costruzione e montaggio. Le attività riguardanti lo smaltimento dei rifiuti radioattivi, lo stoccaggio temporaneo del combustibile nucleare esaurito, la chiusura del ciclo del combustibile nucleare e lo smantellamento degli impianti nucleari sono svolte dalla Radioactive Waste Management Plc. Lo smaltimento finale dei rifiuti di bassa e media attività della centrale nucleare è assicurato nelle volte sotterranee profonde 200-250 metri nelle stabili rocce granitiche del deposito nazionale dei rifiuti radioattivi, che opera vicino a Bátaapáti dal 2008. Lo smaltimento finale del combustibile nucleare esaurito ad alta attività sarà assicurato in un deposito geologico profondo. Dal 1993 è in corso un’indagine ingegneristica del potenziale sito nelle colline occidentali di Mecsek. Lo stoccaggio provvisorio sicuro degli assemblaggi di combustibile nucleare esaurito è effettuato nel dedicato impianto di stoccaggio temporaneo, situato nelle immediate vicinanze della centrale di Paks. Grazie al suo design modulare, tale impianto può essere ulteriormente esteso. Il Reattore di Budapest (Budapesti Kutatóreaktor – BKR) è stata la prima installazione del Paese per l’addestramento e la ricerca nucleare sperimentale, diventando critico per la prima volta nel 1959: pietra miliare nella storia della scienza e della tecnologia in Ungheria, la cui esperienza operativa ha svolto un ruolo cruciale nella creazione, costruzione e funzionamento della Centrale Nucleare di Paks. BKR è anche una delle più grandi infrastrutture di ricerca operative nella regione dell’Europa centrale. Il reattore, nella sua forma e nei suoi parametri attuali – 10 MW di potenza, sorgente fredda e sistema di guida, 16 stazioni sperimentali – dopo una ricostruzione generale ha iniziato nuovamente a funzionare nel 1993, con una licenza di 30 anni. Allo stesso tempo quattro istituti accademici hanno fondato un consorzio, vale a dire il Centro Neutronico di Budapest (Budapest Neutron Centrum – BNC), per coordinare l’utilizzo del reattore. BNC fornisce l’accesso all’impiego di neutroni ed è stato un partner in vari progetti del programma quadro dell’UE. Il reattore funziona col 20% di combustibile arricchito in cicli di 5-10 giorni (circa 120 giorni/anno). Le strumentazioni sono impiegate per ricerca di base, applicazioni industriali (in collaborazione con lo Studio d’Ingegneria Rogante, vedasi pagina web https://www.bnc.hu/?q=industry-related-studies), e ricerca applicata nei settori medico e del patrimonio culturale. BNC è fortemente impegnata nell’istruzione di giovani scienziati e…

Ungheria e Repubblica Ceca, prestigiosi riconoscimenti per lo Studio d’Ingegneria Rogante

Lo Studio diretto dal nostro associato, Ing. Massimo Rogante, prosegue le sue importanti collaborazioni internazionali. La Camera di Commercio Italiana per l’Ungheria ha appena pubblicato la notizia riguardante la celebrazione del XX Anniversario di Collaborazione tra lo Studio d’Ingegneria Rogante e il Reattore Nucleare di Budapest ( http://cciu.com/lo-studio-dingegneria-rogante-reattore-budapest-festeggiano-cciu-20-anniversario-collaborazione/). L’evento si è tenuto, lo scorso novembre, presso la sede della Camera di Commercio di Budapest, con la partecipazione di delegati dell’istituzione ungherese. Un servizio sulla collaborazione è presente anche nell’Annuario 2017 del Centro di Ricerca Wigner per la Fisica (pubblicato sempre nel novembre 2018). Inoltre, l’editore inglese Taylor & Francis ha appena pubblicato nella rivista “Neutron News” la notizia riguardante la celebrazione del XX Anniversario di Collaborazione tra lo Studio d’Ingegneria Rogante e il Laboratorio di Fisica Nucleare dell’Accademia delle Scienze della Repubblica Ceca. Tale celebrazione è avvenuta lo scorso anno presso il reattore nucleare di Řež u Prahy. Un articolo, dedicato all’evento,  è disponibile all’indirizzo https://www.tandfonline.com/doi/full/10.1080/10448632.2018.1550995