Si vince con il mix: perché il nucleare torna in campo

Interessante approfondimento, edito da Bussola Quotidiana, a cura di: Emanuela Colombo, Professore Ordinario, Dipartimento di Energia, Politecnico di Milano; Marco Enrico Ricotti, Coordinatore Scientifico JRP Nucleare – Politecnico di Milano; Stefano Monti, Presidente AIN (Associazione Italiana Nucleare). La scelta sul nucleare va fatta alla luce della lettura di un mix. Il nucleare entra come tecnologia programmabile, capace di affiancare solare ed eolico e contribuire alla continuità del servizio, alla riduzione del fabbisogno di accumulo e alla stabilità dei costi di sistema. L’analisi dei docenti impegnati sul campo. L’energia è tornata al centro della sicurezza nazionale. Le tensioni geopolitiche degli ultimi anni, la volatilità dei mercati, la ridefinizione delle catene di fornitura e la crescita attesa della domanda elettrica hanno mostrato che la pianificazione energetica è una scelta strategica di lungo periodo. Il futuro energetico italiano va quindi letto dentro il trilemma richiamato dal World Energy Council e dal Rapporto Draghi: conciliare sostenibilità ambientale, sicurezza energetica e competitività.Ridurre le emissioni in linea con i target nazionali ed europei deve andare insieme alla disponibilità di energia nei momenti critici, alla stabilità della rete e alla sostenibilità dei costi di sistema.Un mix vincente. Questa impostazione è particolarmente importante per l’Italia, che nei prossimi decenni avrà un mix elettrico a forte penetrazione di fonti rinnovabili. Solare ed eolico hanno già oggi e avranno sempre più un ruolo centrale nel sistema elettrico del Paese. È importante analizzare quali tecnologie possono affiancarle per rendere il sistema più sicuro, resiliente, economico e competitivo, restando coerente con gli obiettivi di decarbonizzazione. Le analisi della Joint Research Joint Research Joint Research Joint Research Partnership Partnership Partnership Partnership (JRP-Nucleare) del Politecnico di Milano mostrano con chiarezza il trade-off tra accumulo e continuità del servizio. In uno scenario interamente basato su fonti rinnovabili, in un anno critico caratterizzato da bassa disponibilità contemporanea di sole e vento, come quelli considerati nelle analisi meteorologiche, garantire continuità del servizio e zero blackout richiederebbe capacità di accumulo enormi. Questo cambia il modo in cui si leggono i costi. Per un Paese avanzato, membro dell’OCSE e del G7, la qualità del sistema energetico si misura anche nella capacità di garantire continuità del servizio nei momenti critici. Una scelta energetica è competitiva quando è anche affidabile e il costo del sistema va quindi letto insieme al livello di affidabilità che si intende garantire. È in questo quadro che il nucleare torna a essere una componente del mix. Il nucleare, in particolare nella prospettiva degli Small Modular Reactors, entra come tecnologia low-carbon programmabile, capace di affiancare solare ed eolico e contribuire alla continuità del servizio, alla riduzione del fabbisogno di accumulo e alla stabilità dei costi di sistema negli anni meteorologicamente più critici. Questa complementarità riguarda anche gli usi finali: le rinnovabili esprimono il loro contributo principale nella produzione elettrica, mentre il nucleare, soprattutto in configurazione cogenerativa, può contribuire anche alla produzione di calore a media ed alta temperatura, dove l’elettrificazione risulta più complessa. Le analisi indicano che configurazioni con una quota nucleare attorno al 20% della domanda elettrica possono contribuire a rendere il sistema energetico italiano più sicuro, più sostenibile, più competitivo. La presenza di capacità programmabile riduce drasticamente il fabbisogno di batterie e rende il costo complessivo meno esposto alla variabilità meteorologica, mantenendo al contempo obiettivi climatici anche ambiziosi. Gli SMR in cogenerazione possono inoltre contribuire in modo rilevante alla decarbonizzazione del calore, soprattutto alle medie temperature. Ma l’Italia è pronta? L’Italia parte da una base di competenze consolidata: ricerca e formazione nucleare sono presenti nel Paese dagli anni Cinquanta. L’ENEA mantiene da sempre rilevanti competenze e infrastrutture sperimentali nel campo della fissione e della fusione e il CIRTEN coordina dal 1994 una rete interuniversitaria oggi composta da sette università attive nelle scienze e tecnologie nucleari. I percorsi di Laurea Magistrale e Dottorato in Ingegneria Nucleare continuano a formare capitale umano qualificato, con iscritti quadruplicati negli ultimi 6 anni. Il nucleare è anche una scelta strategica di filiera. L’Italia dispone già di competenze, imprese e capacità manifatturiere attive sui mercati internazionali: Ansaldo Nucleare, Walter Tosto, Tectubi Raccordi, Atb Riva Calzoni, Siet, Simic e Ibf Group sono alcuni esempi di una filiera che può estendersi alla meccanica, all’oil & gas, alla strumentazione, ai servizi di ingegneria, alle opere civili, ai controlli e alla gestione degli impianti. Le imprese già attive nel settore sono circa cento e, secondo le valutazioni richiamate dall’Associazione Italiana Nucleare, potrebbero arrivare a coinvolgere 400-500 realtà industriali e 117 mila persone qualificate. E le dipendenze dall’estero? Ogni sistema energetico genera relazioni industriali, tecnologiche e commerciali internazionali. La qualità della strategia energetica si misura nella capacità di orientarle, costruendo partenariati solidi e riducendo il rischio di interruzione lungo le catene di fornitura. In questo contesto, il nucleare attiva una filiera domestica ampia e qualificata, con un valore aggiunto per elettricità prodotta superiore di circa il 30% rispetto al mix energetico italiano di riferimento; eolico, fotovoltaico e gas naturale si assestano invece su un valore aggiunto inferiore di circa il 16%. La dipendenza dall’estero del nucleare resta associata al combustibile (peraltro disponibili da Paesi della nostra area geopolitica quali Australia e Canada), con un’intensità inferiore rispetto al gas anche grazie all’elevata densità energetica del combustibile, mentre pesa assai meno sui componenti manifatturieri rispetto a eolico e fotovoltaico. La dimensione industriale diventa così parte dellapolitica energetica: rafforzare filiere nazionali, sviluppare competenze, costruire capacità di realizzazione e partecipare alle catene del valore europee e internazionali. E i tempi? La transizione energetica prosegue oltre il 2050 e va pianificata fin da oggi. Molte tecnologie, come eolico, fotovoltaico e batterie, hanno vite utili relativamente brevi e richiedono cicli continui di installazione, sostituzione, manutenzione e riciclo. Dopo alcuni decenni, una quota crescente delle nuove installazioni serve a sostituire impianti arrivati a fine vita, oltre che ad aumentare la capacità complessiva. Questo aspetto è decisivo se la domanda elettrica continuerà a crescere, come indicano diversi scenari, anche considerando il possibile contributo dei data center. Un sistema basato solo su tecnologie a vita breve può trovarsi esposto a colli di bottiglia industriali,…

Il Senato approva la legge delega sul nucleare sostenibile: un passo strategico per il futuro energetico dell’Italia

L’Associazione Italiana Nucleare accoglie con favore l’approvazione da parte del Senato del disegno di legge delega in materia di energia nucleare sostenibile, un provvedimento che segna un passaggio fondamentale nel percorso di definizione della strategia energetica nazionale e nella costruzione di un quadro normativo moderno per le tecnologie nucleari avanzate. La legge delega affida al Governo il compito di elaborare, entro dodici mesi, uno o più decreti legislativi finalizzati a disciplinare in modo organico l’intero settore nucleare, dalla produzione di energia alla gestione del combustibile, dal decommissioning degli impianti esistenti alla gestione dei rifiuti radioattivi, fino allo sviluppo delle tecnologie di fusione. Il testo approvato individua obiettivi chiari: contribuire al raggiungimento della neutralità climatica entro il 2050, rafforzare la sicurezza e l’indipendenza energetica del Paese, aumentare la resilienza del sistema energetico nazionale e contenere i costi dell’energia per cittadini e imprese. Particolarmente significativo è il riferimento alle tecnologie nucleari innovative, comprese quelle modulari e avanzate, che potranno essere valutate nell’ambito di procedure autorizzative e regolatorie coerenti con i più elevati standard europei e internazionali di sicurezza. Il provvedimento prevede inoltre il coinvolgimento del sistema della ricerca, delle università e dell’industria nazionale, riconoscendo il ruolo strategico delle competenze scientifiche e tecnologiche nel processo di rilancio del settore. La delega dedica inoltre grande attenzione alla sicurezza nucleare, alla radioprotezione, alla gestione responsabile dei rifiuti radioattivi, alle garanzie finanziarie per l’intero ciclo di vita degli impianti e alla trasparenza nei confronti dei cittadini e delle comunità interessate. Sono previste attività di informazione e consultazione pubblica, nonché misure per la formazione di nuove professionalità e per il rafforzamento della filiera industriale nazionale. Per l’Associazione Italiana Nucleare, l’approvazione del provvedimento rappresenta soprattutto l’avvio di una fase di confronto tecnico e scientifico che dovrà accompagnare la definizione dei decreti attuativi. Sarà fondamentale garantire che il dibattito pubblico e le future scelte normative siano basati su evidenze scientifiche, valutazioni oggettive e confronto trasparente tra tutti gli attori coinvolti. L’AIN conferma la propria disponibilità a contribuire a questo percorso mettendo a disposizione le competenze della comunità tecnico-scientifica italiana e favorendo una corretta informazione sul ruolo che le tecnologie nucleari possono svolgere nel raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione, sicurezza energetica e sviluppo industriale del Paese. L’approvazione della legge delega non conclude il percorso, ma ne apre una nuova fase: quella della costruzione di un quadro regolatorio completo, capace di consentire all’Italia di valutare concretamente il contributo che il nucleare sostenibile e l’innovazione tecnologica potranno offrire alla transizione energetica nazionale.

Commissione Europea e nucleare: uno storico passo avanti

L’Associazione Italiana Nucleare accoglie con grande favore una decisione storica della Commissione Europea: l’inclusione della tecnologia nucleare nel novero delle sorgenti energetiche necessarie per il raggiungimento dell’obiettivo al 2040 di ridurre le emissioni di gas ad effetto serra del 90% rispetto a quelle del 1990. In tale ambito, la Commissione Europea ha anche lanciato la European Industrial Alliance on Small Modular Reactor che, assieme alle altre tecnologie energetiche a basso contenuto di carbonio, consentirà all’Europa di migliorare la propria indipendenza energetica nonché di accelerare nel processo di decarbonizzazione dell’intero settore energetico. La nuova iniziativa è di estremo interesse anche per l’industria italiana che è già ben posizionata in Europa per la partecipazione ai progetti di sviluppo e realizzazione di SMR. L’esperienza che verrà acquisita avrà una benefica ricaduta per le future realizzazioni in Italia, consentendo di massimizzare il contributo dell’industria nazionale e di ridurre tempi e costi per un nostro rientro nel settore. A breve sarà pubblicato un bando per l’adesione all’Alleanza. Tutte le organizzazione giuridiche pubbliche e private che soddisfano una serie di criteri di ammissibilità possono richiedere l’adesione a questa Alleanza. Inoltre, in marzo 2024 si terrà un evento di divulgazione dell’iniziativa che riguarderà la portata, gli obiettivi e le attività dell’Alleanza.   Per approfondire: https://www.nucleareurope.eu/press-release/commission-launches-european-industrial-alliance-on-smrs/https://www.nucleareurope.eu/press-release/nucleareurope-welcomes-net-zero-industry-act-provisional-deal/  

Workshop: Management of spent fuel, radioactive waste and decommissioning in SMRs or advanced reactor technologies

Nuclear Energy Agency – OECD organizza dal 7 al 10 Novembre 2022 ad Ottawa, Canada, il workshop “Management of spent fuel, radioactive waste and decommissioning in SMRs or advanced reactor technologies” Le quattro sessioni copriranno: rapporto con le comunità locali e coinvolgimento degli stakeholders, funzionamento delle principali tecnologie e fuel cycles, stoccaggio e trasporto del combustibile esausto e rifiuti radioattivi, rifiuti radioattivi e decommissioning. Le registrazioni sono aperte fino al 2 Novembre a questo link.