Situazione ucraina: comunicato congiunto

COMUNICATO STAMPA Roma, 10 Marzo 2022 – Come associazioni, enti, singoli cittadini impegnati quotidianamente nella divulgazione delle tematiche legate all’utilizzo pacifico delle tecnologie nucleari, divulghiamo questo comunicato stampa congiunto sull’attuale situazione ucraina. Riteniamo opportuno, in questi tempi incerti e in cui le notizie si rincorrono molto velocemente su tutti i mezzi di informazione, chiarire alcuni dubbi, ricostruire le dinamiche degli eventi alla luce dei bollettini rilasciati dagli organismi internazionali, e dare una risposta razionale alle paure che si stanno diffondendo tra i cittadini. Per il download dell’intero comunicato vi preghiamo di seguire questo link Per maggiori informazioni potete contattarci presso la nostra mail o sui nostri social

Comunicato Stampa: La filiera nucleare italiana davanti alla sfida dell’energia del Sole

È stata presentata oggi, venerdì 16 luglio, l’indagine “La filiera italiana della fusione: una filiera industriale strategica per la futura competitività dell’Italia”, un’iniziativa voluta da AIN, Associazione Italiana Nucleare, in collaborazione con il Dipartimento di Economia dell’Università di Genova, DIEC. La fusione nucleare è l’energia nucleare “pulita”, che riproduce le reazioni che avvengono nel sole. Proprio la fusione nucleare costituisce oggi una grande opportunità per l’Italia e le imprese italiane, che può essere colta a pieno agendo in una logica sistemica di filiera, tanto più in un quadro in cui la transizione energetica ed ecologica ha un ruolo determinante. La presentazione ha fornito una visione globale dell’impegno italiano nella filiera della fusione nu- cleare, in particolare nel progetto europeo ITER, il consorzio internazionale che sta completando il grande impianto sperimentale di fusione a Cadarache, in Francia. ITER (il cui avviamento è previ- sto nel 2026) è un tassello fondamentale della roadmap che la Commissione Europea persegue per arrivare ad un impianto dimostrativo di produzione di energia elettrica da fusione (DEMO) in- torno al 2050. Il Progetto ITER può contare su un budget di 20 miliardi di euro: sul totale delle atti- vità già assegnate, le aziende italiane si sono già aggiudicate il 20% degli ordini. Strettamente col- legato alla realizzazione del reattore Tokamak di ITER è la realizzazione della macchina DTT (Di- vertor Test Tokamak), la cui costruzione è stata avviata nel sito ENEA di Frascati con un budget di circa 600 milioni di euro. La partecipazione alla realizzazione di ITER e del DTT, come anche al successivo sviluppo di DEMO, rappresenta un’occasione irripetibile per un’affermazione dell’industria italiana nel settore degli impianti a fusione. I dati dell’indagine sono stati commentati durante una tavola rotonda che ha visto gli interventi del Presidente dell’Associazione Italiana Nucleare Umberto Minopoli e di alcuni tra i maggiori player italiani della filiera della fusione nucleare, tra cui Luca Manuelli, AD di Ansaldo Nucleare, Davide Malacalza, Presidente di ASG Superconductors, Marco Ricotti, Presidente del CIRTEN (Consor- zio Interuniversitario per la Ricerca Tecnologica Nucleare), Piero Grillo, AD di Fincantieri SI, Ma- rianna Ginola, responsabile commerciale SIMIC. L’iniziativa ha visto il supporto di Confindustria, che ha aderito al progetto. La fusione nucleare rappresenta un settore ad alto contenuto di innovazione, che in Italia ha visto convergere grandi aziende e piccole e medie imprese. Nel complesso, solo il 35% dei soggetti imprenditoriali coinvolti ha un consolidato background nucleare: ciò dimostra che questa catena del valore ha grande ca- pacità attrattive per imprese ad alta tecnologia. Scarica il Comunicato Stampa in formato PDF http://bancadati.datavideo.it/media/20210716/20210716-RAI_3-TGR_LIGURIA_1400-155427368m.mp4 Il servizio del TGR Liguria sull’evento.

L’AIN discute in un webinar del ruolo del nucleare nella transizione energetica

Si è svolto venerdì 7 maggio il webinar dedicato dall’Associazione Italiana Nucleare (AIN) a “Il nucleare nel futuro prossimo della transizione energetica”. L’evento, cui hanno partecipato circa un centinaio di persone, ha visto gli interventi del dr. Stefano Monti, Capo del Dipartimento per lo Sviluppo delle tecnologie nucleari presso l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (IAEA), il prof. Marco Ricotti del Politecnico di Milano e il prof. Emilio Minguez Torres, Presidente della European Nuclear Society. Al centro dell’incontro la tematica dello sviluppo dei piccoli reattori modulari e dei reattori avanzati (di cosiddetta IV° generazione) e del loro potenziale impiego per favorire la decarbonizzazione del settore energetico da qui al 2050. Il dr. Monti ha esposto come siano numerosi i progetti di questo tipo di reattore e come essi riscuotano ampio interesse a livello globale per la loro capacità di fornire elettricità pulita e continuativa oltre che servizi ancillari quali produzione di calore, idrogeno o desalinizzazione. Tuttavia, la loro effettiva disponibilità commerciale nel breve termine (verso la fine di questo decennio) e la loro competitività economica con le altre fonti energetiche, non sono scontate e richiedono una politica energetica favorevole, impegni finanziari certi e sforzi industriali volti alla standardizzazione. Il prof. Ricotti ha ricordato come l’industria e la ricerca italiana abbiano, da diversi decenni, un ruolo di protagonista nella progettazione e nello sviluppo di reattori avanzati, tra i quali citiamo i prototipi ISIS e Alfred. Infine, il prof. Minguez Torres ha parlato dell’iter di inclusione del nucleare nel novero della finanza sostenibile in seno alla Tassonomia europea e dell’importanza del nucleare da fissione nel raggiungimento degli obiettivi climatici che l’Europa si è prefissa per il 2050. Nei suoi interventi in apertura e a conclusione dei lavori il presidente di AIN, Umberto Minopoli, si è più volte soffermato sulla necessità di riaprire la discussione sul nucleare senza tabù, alla luce degli sviluppi tecnologici e di politica energetica e climatica a livello globale. “Riaprire il dibattito – ha affermato Minopoli – non significa discutere di eventuali localizzazioni, ma creare le condizioni perché l’industria e la ricerca italiana siano pienamente inserite nella competizione internazionale per lo sviluppo dei reattori modulari e avanzati”. Minopoli ha affermato ancora che la dimensione globale del problema climatico richiede una soluzione globale e sforzi coerenti e coordinati a livello internazionale. Similmente a quanto fatto in passato per l’industria tecnologicamente avanzata  il settore nucleare dovrebbe essere dotato di strumenti legislativi e finanziari che possano mantenerlo competitivo in campo internazionale, al di là delle specifiche scelte di strategia energetica del Paese. Scarica il comunicato stampa in formato PDF Scarica le presentazioni dei relatori

Comunicato Stampa: per il JRC il nucleare è sostenibile. Sette Paesi Europei chiedono politiche inclusive per l’energia nucleare

  Il Joint Research Council (JRC), organismo scientifico consultivo della Commissione Europea, ha concluso che “non vi è evidenza scientifica alcuna che il nucleare possa recare maggior danno rispetto alle altre fonti gia’ definite sostenibili” Anzi, sotto molti aspetti (consumo del suolo e di materie prime, quantità di emissioni climalteranti ed inquinanti, tossicità acquatica ed effetti complessivi sulla salute umana), la produzione di energia nucleare è tra le migliori. Attenzione particolare è riservata, nel rapporto, allo stoccaggio dei rifiuti nucleari osservandon che vi è ampio consenso scientifico sul fatto che le soluzioni adottate siano adeguate  e sicure. Ora la Commissione potra’ pronunciarsi definitivamente sull’inclusione della fonte nucleare nella finanza sostenibile del green deal europeo. Si ricordi che il nucleare pesa nel portafoglio europeo di energia low carbon tra il 40 e il 50%. Nel frattempo i Capi di Governo di sette Paesi europei (Francia, Polonia, Romania, Repubblica Ceca, Ungheria, Slovacchia e Slovenia) hanno chiesto, al Presidente della Commissione Europea, il sostegno alla fonte energetica nucleare, insieme a quella per le rinnovabili, come unica strada per raggiungere gli obiettivi della decarbonizzazione. Riteniamo che questa richiesta, basata su evidenze scientifiche ed economiche, dovrebbe essere appoggiata anche dall’Italia. La transizione energetica deve avvalersi, in Europa, di tutte le tecnologie utili e disponibili, nel migliore interesse delle future generazioni e salvaguardando il patrimonio industriale e di conoscenza di chi opera nel settore della tecnologia nucleare dove c’e’, anche in Italia ( imprese, universita’, centri di ricerca) alto valore economico, attivita’ in essere ( decommissioning e trattamento dei rifiuti, medicina nucleare, fusione nucleare, ricerca sui reattori del futuro, attivita’ delle aziende italiane all’estero) un elevato potenziale di sviluppo ed innovazione.  Scarica il Comunicato Stampa in formato PDF