Partnership con EDF, Gifen, Ansaldo Nucleare

In occasione della World Nuclear Exhibition che si è tenuta questa settimana a Parigi, Associazione Italiana Nucleare ha firmato un importante accordo che vede AIN, EDF, Gifen e Ansaldo Nucleare insieme al fine di rafforzare la cooperazione industriale franco-italiana nel campo dei reattori nucleari avanzati, incluso Small Modular Reactors (SMR). La firma, avvenuta alla presenza dell’ambasciatrice italiana in Francia Emanuela D’Alessandro, rappresenta per AIN e per i suoi soci collettivi un’importante opportunità. Grazie a questo accordo infatti, AIN si propone di agevolare i contatti e le collaborazioni tra le supply chain nucleari di Italia e Francia, valorizzando dunque le aziende italiane e fortificando l’industria nucleare italo-francese in Europa e nel mondo. Già nelle prossime settimane AIN predisporrà un gruppo di lavoro interno: il punto di riferimento operativo per i nostri soci collettivi interessati alla collaborazione. Tra i primi passi, prevediamo anche di organizzare alcuni appuntamenti nel 2024 con l’obiettivo di portare allo stesso tavolo gli stakeholders, favorendo l’interazione fra le parti e l’inizio di una fruttuosa collaborazione.

Ansaldo Energia e Nucleare, Edison ed EDF insieme

È di oggi la notizia che vede insieme EDF, Edison, Ansaldo Energia ed Ansaldo Nucleare per lo sviluppo dell’energia nucleare in Europa, e in particolare per gli SMR. Nella lettera di intenti firmata si parla di collaborazione per lo sviluppo del nuovo nucleare in Europa e anche in Italia, valorizzando le competenze della filiera nucleare italiana.   L’accordo acquisisce particolare rilievo se consideriamo le rispettive competenze: Edison come uno dei più prominenti attori energetici in Italia; EDF come primo produttore di energia nucleare al mondo; Ansaldo come sviluppatore di componenti e fornitore di servizi.   EDF in particolare impegnato nella realizzazione di nuovi progetti nucleari: gli small modular reactors NUWARD – per cui Ansaldo Nucleare ha firmato un primo contratto per la fornitura di studi di ingegneria-, i reattori mid-scaleEPR1200 e large-scale EPR.   Da non sottovalutare poi il loro impegno a “verificare le potenzialità di sviluppo e di applicazione del nuovo nucleare in Italia, date le crescenti esigenze di sicurezza e indipendenza energetica del sistema elettrico italiano.” Hanno infatti dichiarato che “l’energia nucleare può svolgere un ruolo complementare a quello delle fonti rinnovabili, garantendo stabilità e contribuendo alla sostenibilità ambientale del sistema elettrico, alla luce degli ambiziosi target di decarbonizzazione europei e italiani che fissano al 2050 il raggiungimento della neutralità climatica.” Come sappiamo, l’energia nucleare ha molti vantaggi tra i quali un ridotto consumo di suolo e materiali, nessuna emissione diretta di anidride carbonica o inquinanti, alto capacity factor e programmabilità della produzione. Gli Small Modular Reactors poi promettono un minore investimento iniziale ed una maggiore versatilità di installazione ed utilizzo.  

Assemblaggio finale del primo settore europeo del Vacuum Vessel di ITER

È in corso presso lo stabilimento di Mangiarotti/Westinghouse di Monfalcone (GO) l’assemblaggio dei quattro segmenti costituenti il primo settore europeo del Vacuum Vessel di ITER. Il Vacuum Vessel è la camera toroidale entro la quale sarà confinato il plasma della reazione di fusione. Esso funge dunque come prima barriera per la radioattività e al tempo stesso fornisce al plasma l’ambiente ad ultra alto vuoto necessario per la reazione. In un tokamak, maggiori sono le dimensioni del Vacuum Vessel, più facile è il confinamento del plasma: il Vacuum Vessel di ITER, con un volume interno di 1400 mc, conterrà un volume di plasma 10 volte maggiore del più grande tokamak ad oggi esistente.  Il Vacuum Vessel è costituito da più settori ed ogni settore è composto da quattro segmenti poloidali (Poloidal Segment, PS). Il settore completo peserà circa 390 tonnellate. Il progetto di assemblaggio dei quattro segmenti è condotto dal consorzio AMW (Ansaldo Nucleare, Mangiarotti/Westinghouse, Walter Tosto) ed è in questi mesi alle battute conclusive, con la lavorazione meccanica finale dei singoli segmenti ed il loro assemblaggio sull’imponente jig di supporto progettata allo scopo.  I  PS 1 e 4 sono realizzati da Mangiarotti/Westinghouse mentre i PS 2 e 3 dalla Walter Tosto. Durante la fase di assiematura, i segmenti sono sottoposti ad approfonditi controlli dimensionali volti a garantire le strettissime tolleranze finali richieste. La spedizione del primo settore completo verso Cadarache (Francia), sito di costruzione della futura centrale a fusione, è in programma verso la fine del 2021. Il contributo dell’industria italiana al progetto ITER è di primo ordine: su un budget stimato in 21 miliardi di euro, 1.6 miliardi sono stati aggiudicati a imprese italiane, ovvero il 60% dei contratti per componenti ad alto valore tecnologico.

Un robot sviluppato da Ansaldo Nucleare per il decommissioning di Caorso

Le operazioni di decommissioning della centrale nucleare di Caorso sono entrate in una fase decisiva lo scorso Gennaio, con l’inizio del trasferimento di 5600 fusti di fanghi e resine radioattive verso l’impianto di trattamento di Jaslovské Bohunice, in Slovacchia, dove verranno ricondizionate per lo stoccaggio in sicurezza. Quel che è meno noto è che Ansaldo Nucleare, società affidataria dell’operazione, ha progettato e sviluppato un robot (Machine Retrival System, MRS, nel gergo tecnico) appositamente per la verifica e la rimozione dei fusti dalle nicchie difficilmente accessibili dove ora si trovano. Un robot molto compatto, capace di muoversi in luoghi angusti, e nel contempo capace di eseguire le misure sofisticate necessarie a verificare le condizioni dei fusti e il loro trasporto in sicurezza. Capace inoltre di rispondere a eventuali emergenze, come mettersi in salvo e ritrovare la via d’uscita in caso di terremoto o altro evento esterno. Secondo Francesco Orzelli, progettista e analista strutturale di Ansaldo Nucleare, è stata una sfida avvincente: si e trattato infatti non solo di sviluppare il robot partendo da un prototipo elaborato con stampante 3D, ma di sviluppare anche la soluzione ideale per portare a compimento il lavoro, che è stata affidata dal committente (SOGIN, ndr) completamente ad Ansaldo Nucleare. Ogni operazione di decommissioning infatti è resa speciale dal particolare contesto in cui si opera, il che rende necessario sviluppare sempre nuove strategie e non sufficiente affidarsi all’esperienza pregressa. Il trasferimento dei fusti è previsto concludersi nel 2022. Per approfondire: https://www.neimagazine.com/news/newsansaldo-nuclear-uses-robot-in-decommissioning-italys-caorso-nuclear-plant-7873099 https://www.world-nuclear-news.org/Articles/Ansaldo-Nuclear-provides-robot-for-Caorso-decommis