Milano, 12 ottobre 2026
Si è svolto a Milano il Summit Nucleare Civile Italia–Francia 2026, promosso da ANIMA Confindustria, Associazione Italiana Nucleare, Business France e Agenzia ICE ITA – Italian Trade Agency con l’obiettivo di rafforzare il dialogo tra istituzioni e imprese e favorire nuove opportunità di collaborazione industriale tra i due Paesi.
Al centro del confronto, le opportunità di business per le aziende della meccanica italiana in Francia, il ruolo della filiera e le competenze necessarie per accompagnare la crescita del settore nucleare.
La meccanica italiana può offrire un contributo significativo, con numerose aziende già attive in diversi progetti nel mondo, ma anche molte altre pronte a entrare a far parte di questo settore per ampliare ulteriormente gli orizzonti della supply chain italiana dedicata al nucleare.Il Presidente di AIN, Ing. Stefano Monti, è stato il moderatore del panel: Costruire una supply chain nucleare italo-francese: dagli accordi ai cantieri. Relatori del panel sono stati: Pierre-Marie Nahon, Export Supply Chain Development Manager, EDF · Marc Duret, Director Development and Sales, Framatome · Marcello Parodi, Responsabile Supply Chain, Ansaldo Nucleare · Michele Nesa, Nuclear Innovation, Nuclitalia.Monti ha ricordato gli accordi già in essere: il Memorandum del 2023 tra EDF, GIFEN, Ansaldo Nucleare e AIN, il nuovo MoU tra AIN e GIFEN firmato a settembre, l’accordo su Nuward che coinvolge Edison, EDF e la filiera industriale italiana con il gruppo Ansaldo. Continua Monti: “ora vogliamo capire come questi accordi diventano ordini, qualifiche, posti di lavoro e cantieri. Con l’approvazione definitiva della legge sul nucleare, lo scorso 23 settembre, l’Italia ha aperto una fase nuova. Ma un programma nucleare si giudica dalla sua supply chain: dalla capacità di fornire componenti qualificati, nei tempi e con la qualità richiesti. Ed è qui che la collaborazione tra Italia e Francia può fare la differenza”Conclude Monti: “la collaborazione industriale tra Italia e Francia esiste già e funziona. Per trasformarla in una vera supply chain integrata servono tre cose: una pipeline di ordini visibile e credibile, regole di qualifica condivise e un investimento comune sulle competenze. Come Associazione Italiana Nucleare, ci impegniamo a dare seguito a quanto emerso oggi, anche attraverso gli accordi con GIFEN e con i nostri partner francesi, e a continuare a favorire l’incontro tra le imprese dei due Paesi”.


